Il demone della guerra: la necessità bellica dello spettro dell’essere
Il demone della guerra: la necessità bellica dello spettro dell’essere

Il demone della guerra: la necessità bellica dello spettro dell’essere

Corre l’anno 2022. L’anno dove la tecnologia, vige superiore e ci guarda nettamente dall’alto. Eppure, siamo destinati a vivere le forme agnostiche dell’essere, che danno vita a lui: il demone della guerra.

Il demone della guerra è la necessità dell’egemonia?

Siamo tutti incollati al fronte con la preoccupazione economica, sperando che tutto quello che sta succedendo al confine russo, non ci coinvolga in modo massiccio. Ma la realtà storica è ben altra. Patti su patti e alleanze storiche ci condurranno effettivamente ad una guerra mondiale. E ci preoccupiamo sì.. dell’economia, ma lasciamo che il lato spirituale perda il suo senso primario! Perché adesso siamo tutti agganciati ai nostri cuori patriottici che non vengono meno, ma non si riflettono su coloro che devono abbandonare le certezze di una vita, di una casa. La preoccupazione che i figli debbano tornare a indossare delle divise, pronti a combattere per delle vanità di un essere che necessità di una superiorità di facciata per mostrarsi il potente della propria nazione e, indurre la paura nelle altre. Cosa che, tra l’altro, sta riuscendo alla perfezione.

La spiritualità mancata

Analizziamo la faccenda dal punto di vista prettamente spirituale. Per cui abbandoniamo un secondo l’ambizione politica, lo schieramento, i patti esistenti e la storia della stessa. Putin è la reincarnazione dello stesso demone che ha coinvolto Hitler ad essere ciò che era? Ebbene, a mio avviso, sotto la stessa prospettiva d’animo attenzione, non politica, lo è. La prima motivazione l’abbiamo già data: la presunzione dell’immagine di sé. Putin, lo ha sempre fatto, mostrandosi indiscusso Zar della propria Nazione, umiliando e non volendo mai essere umiliato. La necessità di espandere i propri confini, la ricerca di una guerra e la voglia di mettere la propria faccia su di essa come se, ad oggi, coi tempi che corrono e tutto ciò che abbiamo passato, possa essere l’unica soluzione.

Il male del mondo

Mi ricollego alle parole del Santo Padre, quando ricondusse la necessità di guerra, come presupposto univoco, mentre, le persone, sono di fatto declassate a categoria B o sottocategoria, se preferite. Ed è proprio questo il punto di ogni cosa: l’egoismo del singolo, in funzione di un classismo che è determinante nel mondo in cui viviamo. Ci sono persone che stanno scappando dal confine, con gli occhi seccati dalle lacrime che non possono più sgorgare. I timori si manifestano come demoni che stanno sulle loro spalle, nutrendosi delle ultime speranze rimaste e della paura dei genitori che richiamino i figli alle armi. E se fino ad oggi ne avevamo parlato come fatti storici, dobbiamo sapere ed essere consapevoli che, si tratta di realtà, non più di uno studio sui libri, bensì di un vissuto presente.

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