I governi e il loro amore per le bugie
I governi e il loro amore per le bugie

I governi e il loro amore per le bugie

La guerra in Ucraina ha ovviamente affossato il covid, e i governi mostrano il loro amore per le bugie. Nei maggiori aggregatori di notizie, il profilo Covid è scomparso, emigrato, svampato. Ma il problema non è tanto questo, quanto la modifica del profilo guerra durante il passaggio delle ore.

I governi amano esasperare animi e cultura? L’Europa ha avuto come il resto del mondo, guerre continue…

La guerra in Ucraina, in poche ore è passata da essere un conflitto di occupazione, a guerra per la salvezza della libertà dell’Europa. Queste ovviamente, non sono parole mie, bensì del nostro presidente del consiglio Mario Draghi. Ma l’esasperazione del messaggio è nella radice del concetto del discorso non solo di Draghi, ma di tutti i leader europei. Da ieri si grida alla fine della pace e per le generazioni 60/70/80/90/2000, alla fine di un grande sogno. A dire queste menzogne non sono soltanto i capi governo, ma anche, come sempre, dei servetti sciocchi che usano la stampa per avvalorare le bugie dei governanti. Tutto per giustificare l’intervento armato. Perché dico questo? Ora ve lo faccio vedere:

Guerra civile in Grecia, 1946-1949Guerra civile in Paraguay, 1947Conflitto interno in Birmania, 1948-in corsoGuerra d’indipendenza in Israele, 1947-14 maggio 1948Guerra civile in Costa Rica, 1948Guerra civile in Corea, 1950-1953Guerra civile in Guatemala, 1960-1996Guerra civile colombiana, 1964-in corsoGuerra civile in Indonesia, 1965-1966Guerra civile in Nigeria, 1967-1970Conflitto nordirlandese, 1968-in corso (ma a bassa intensità)Guerra civile in Pakistan, 1971Guerra civile in Libano, 1975-1990Guerra civile del Mozambico (vedi Accordi di pace di Roma), 1975-1992Guerra civile sandinista, 1979-1989Guerra della droga di Miami, 1979-1985Guerra civile di El Salvador, 1979-1991Guerre in Jugoslavia, 1991-2001Guerra civile in Tagikistan 1992-1997Guerra zapatista nel Chiapas, 1994-in corsoPrima guerra del Congo, 1996-1997Seconda guerra del Congo, 1998-2002Guerriglia irachena, 2003-in corsoGuerra messicana della droga, 2006-in corsoGuerra di Rio de Janeiro della droga, 2009Guerra civile siriana, 2011-in corsoGuerra civile in Iraq, 2014-2017

Ancora… e ancora non ho menzionato l’Europa

Guerre civili contemporaneeModificaGuerra in Afghanistan, 1978-ancora oggiGuerra in Algeria, 1954-1962Guerra civile in Angola, 1974-1989, 1995-1997, 1998-2002Guerra civile in Burundi, 1988-1991, 1993-2001Guerra a Cabinda, ?-ancora oggi Guerra in Cambogia, 1978-1993, 1997-1998Conflitto di Casamance (in Senegal) 1982-ancora oggiGuerra in Colombia, 1964-ancora oggiGuerra nel Darfur, (in Sudan), 2003-2009, 2010-ancora oggiPrima guerra del Congo (Zaire), 1996-1997Seconda Guerra del Congo (Repubblica Democratica del Congo).

L’Europa guarda solo all’Europa e i governi non menzionano il resto

1998-2003Guerra in Costa d’Avorio, 1999-2000, 2002-ancora oggiGuerra del Donbass, 2014-ancora oggiGuerra a Timor Est/Indonesia, 1975-1999Guerra civile in Georgia, Abcasia, Ossezia meridionale in Georgia, 1991-1993, 2008Guerra civile in Guatemala, 1960-1996Guerra in Guinea-Bissau, 1998-1999Guerra ad Haiti ?-ancora oggiGuerra dei Hmong ?-ancora oggiGuerra civile in Iraq, 2003-2011, 2014-2017, permangono scontriGuerra tra israeliani e palestinesi, 1967-ancora oggi (vedi Territori palestinesi)Guerra in Kashmir, 1947-ancora oggiGuerra in Kyrgyzstan, ?-

Ancora oggi… guerre trentennali

ancora oggiGuerra in Kurdistan, Iraq (vedi Kurdish Democratic Party, Patriotic Union of Kurdistan) 1961-1970, 1988-2003Guerra civile in Liberia, 1989-1996, 1999-2003Guerra civile in Nepal, Nepal, 1996-ancora oggiInsurrezione islamica nelle Filippine, 1972-1996, 2001-ancora oggiGuerra civile in Ruanda, 1990-1997Conflitto etnico in Sri Lanka, 1983-2001Sierra Leone, 1991-2002Guerra civile in Somalia, 1991-ancora oggiGuerra civile in Sri Lanka 1983-2009Conflitto del Darfur (nel Sudan meridionale), 1955-1972, 1983-2005 (?)Guerra civile in Tajikistan, 1992-1997Guerra in Uganda, 1987-ancora oggiGuerra in Yemen, 1979-1989, 1994, 2000Guerra civile in Etiopia, 1974-

I governi sponsorizzano ciò che giustifica le loro azioni

1991Conflitto nel Chiapas, 1994-ancora oggiGuerra del Kosovo 1998-1999Guerra messicana della droga 2006-ancora oggiGuerra di Rio de Janeiro della droga 2009Guerra civile in Libia, 2011Guerra civile in Siria, 2011-ancora oggiSeconda guerra civile in Libia, 2014-2020Guerra civile dello Yemen, 2015-ancora oggi.

Le guerre

Quindi definirci generazioni che hanno perso il sogno della pace, soprattutto in Europa è una menzogna. Molti colleghi sciocchi e prestigiosi dicono che dopo 70 anni il sogno della pace in Europa è finito. Ma cosa dite ciarlatani?

1991-1995: Guerre nei Balcani

La Jugoslavia comunista si disintegra in una serie di sanguinose guerre negli anni ’90. Un primo conflitto fra le forze croate e la minoranza serba sostenuta da Belgrado scoppia dopo la proclamazione, il 25 giugno 1991, dell’indipendenza da parte della Croazia. La guerra dura quattro anni, e termina quando le truppe croate riprendono il controllo dei territori in mano ai secessionisti serbi, con un costo in vite umane di 20 mila morti. In Bosnia-Erzegovina, la proclamazione dell’indipendenza nel 1992, dopo un referendum boicottato dalla comunita’ serba, fa scoppiare a sua volta una guerradi tre anni e mezzo fra musulmani, serbi e croati, con un bilancio di 100 mila morti di cui due terzi bosniaci.

– 1991-94 e 2020 Nagorno-Karabakh

Quando l’Unione sovietica cade, nel 1991, una guerra esplode nel Nagorno-Karabakh, territorio azero abitato da una maggioranza armena. Il conflitto provoca 30 mila morti. Un cessate il fuoco nel 1994 consacra la creazione di fatto di una repubblica autoproclamata sotto controllo armeno. Un nuovo conflitto scoppia nell’autunno 2020, provocando 6.500 vittime. Si chiude con una schiacciante sconfitta dell’Armenia, costretta a cedere all’Azerbaigian tre regioni che formano uno sbarramento attorno al Nagorno Karabakh.

1992 Ossezia del Nord

Nel Caucaso, l’Ossezia settentrionale è teatro, alla fine del 1992, di un sanguinoso conflitto con l’Inguscezia. Le due regioni periferiche della federazione russa danno vita a scontri che provocano diverse centinaia di vittime. L’Ossezia, sostenuta da Mosca, respinge gli attacchi delle forze nazionaliste ingusce che rivendicano un’area attorno alla capitale osseta Vladikavkaz, la capitale osse’te.

– 1992 Transnistria

Confinante dell’Ucraina, la Transnistria, regione russofona moldava, fa una secessione nel 1990. Due anni dopo, esplodono violenze fra forze moldave e milizie slave di Transnistria. Intervengono 3 mila soldati russi e il bilancio del conflitto è di diverse centinaia di morti, ma la Transnistria non è riconosciuta come Stato dalla comunità internazionale, e la Russia non fa eccezione

La Jugoslavia comunista si disintegra in una serie di sanguinose guerre negli anni ’90. Un primo conflitto fra le forze croate e la minoranza serba sostenuta da Belgrado scoppia dopo la proclamazione, il 25 giugno 1991, dell’indipendenza da parte della Croazia. La guerra dura quattro anni, e termina quando le truppe croate riprendono il controllo dei territori in mano ai secessionisti serbi, con un costo in vite umane di 20 mila morti. In Bosnia-Erzegovina, la proclamazione dell’indipendenza nel 1992, dopo un referendum boicottato dalla comunita’ serba, fa scoppiare a sua volta una guerradi tre anni e mezzo fra musulmani, serbi e croati, con un bilancio di 100 mila morti di cui due terzi bosniaci.

– 1991-94 e 2020 Nagorno-Karabakh

Quando l’Unione sovietica cade, nel 1991, una guerra esplode nel Nagorno-Karabakh, territorio azero abitato da una maggioranza armena. Il conflitto provoca 30 mila morti. Un cessate il fuoco nel 1994 consacra la creazione di fatto di una repubblica autoproclamata sotto controllo armeno. Un nuovo conflitto scoppia nell’autunno 2020, provocando 6.500 vittime. Si chiude con una schiacciante sconfitta dell’Armenia, costretta a cedere all’Azerbaigian tre regioni che formano uno sbarramento attorno al Nagorno Karabakh.

– 1992 Ossezia del Nord

Nel Caucaso, l’Ossezia settentrionale è teatro, alla fine del 1992, di un sanguinoso conflitto con l’Inguscezia. Le due regioni periferiche della federazione russa danno vita a scontri che provocano diverse centinaia di vittime. L’Ossezia, sostenuta da Mosca, respinge gli attacchi delle forze nazionaliste ingusce che rivendicano un’area attorno alla capitale osseta Vladikavkaz, la capitale osse’te.

– 1992 Transnistria

Confinante dell’Ucraina, la Transnistria, regione russofona moldava, fa una secessione nel 1990. Due anni dopo, esplodono violenze fra forze moldave e milizie slave di Transnistria. Intervengono 3 mila soldati russi e il bilancio del conflitto è di diverse centinaia di morti, ma la Transnistria non è riconosciuta come Stato dalla comunità internazionale, e la Russia non fa eccezione

– 1994-96, 1999-2009 Cecenia

Nel Caucaso, la repubblica russa a maggioranza musulmana è stata a due riprese teatro di conflitti tragici che vedono contrapporsi gli indipendentisti, poi islamisti, e l’esercito russo. I morti sono decine di migliaia. A fine 1994, Mosca lancia l’esercito contro la repubblica separatista, che resiste ostinatamente e dopo due anni le truppe russe si ritirano. Alla fine del 1999, le truppe tornano in Cecenia, su impulso del presidente Vladimir Putin, per un'”operazione antiterrorismo” e conquistano la capitale Grozny. Nel 2009, Mosca decreta la fine dell’operazione.

– 1998-99 Guerra del Kosovo

Nel marzo 1998, Belgrado lancia un’offensiva contro i separatisti nel Kosovo, una provincia serba popolata da una maggioranza di albanesi musulmani. Per mettere fine al conflitto, la Nato lancia, nel marzo 1999, dei raid aerei che portano, il 10 giugno, al ritiro delle forze serbe dal Kosovo. Il conflitto ha fatto circa 13 mila morti, in gran parte albanesi.

– 2008 Georgia

L’8 agosto 2008, la Georgia lancia un’offensiva per riprendere il controllo dell’Ossezia meridionale, regione separatista prorussa che ha proclamato l’indipendenza nel 1991. Mosca risponde inviando truppe sul territorio georgiano e infligge in pochi giorni una bruciante sconfitta all’ex repubblica sovietica. Subito dopo, la Russia riconosce l’indipendenza dell’Ossezia meridionale e dell’Abcasia, un’altra provincia separatista georgiana.

– 2014 Crisi Ucraina

Nel 2014, dopo le manifestaizoni del movimento pro-Ue di Maidan e la fuga in Russia del presidente Viktor Yanucovych la federazione annette la penisola di Crimea e sostiene i ribelli separatisti prorussi nelle regioni dell’Est del Paese da 40 milioni di abitanti. Due repubbliche vengono autoproclamate.

Il conflitto, che ha provocato oltre 14 mila morti da quando è iniziato, era diminuito di intensità nel 2015 con la firma degli accordi di Minsk. Ma Mosca ha lanciato nei mesi scorsi vaste manovre militari intorno all’Ucraina, ha riconosciuto il 21 febbraio l’indipendenza delle due repubbliche filorusse, e il 24 febbraio ha attaccato con un’azione militare il Paese.

 

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