ISIS è una realtà dimenticata o mai esistita?
ISIS è una realtà dimenticata o mai esistita?

ISIS è una realtà dimenticata o mai esistita?

Quello che di certo sappiamo, è che Isis è una realtà indefinita, spesso persa tra il sospetto di un meccanismo occidentale perverso e la perversione religiosa di un meccanismo maniacale e arcaico. Certamente sappiamo che ci sono parti del mondo che ancora vivono una realtà oscura, violenta, criminale.

ISIS è?

Secondo quanto riferito da testimonianze di madri in Mozambico, gli estremisti legati all’ISIS, decapitano bambini. Il movimento jihadista è realmente sconfitto in Medio Oriente? Se questo è vero, una realtà completamente diversa e genocida, sopravvive e prolifera in altre parti del mondo. L’estremismo islamista che una volta cercava di trasformare Iraq e Siria, ora condiziona e trasforma aree dell’Africa. Per molti anni, vari gruppi legati ad Al Qaeda o agli estremisti islamici si sono diffusi nel Sahel e in Somalia. Ora si sono ampiamente diffusi in Mozambico e nella regione di Cabo Delgado. Quando anni fa è apparso per la prima volta, mettevano radici in Mozambico, alcuni analisti geopolitici, si sono affrettati a definirlo un falso problema. Nel 2012 un articolo del New York Times, affermava che non c’erano prove dell’esistenza di un “gruppo terroristico ben organizzato e ideologicamente coerente chiamato Boko Haram”. Ma nel giro di due anni non solo ha ucciso migliaia di persone, ma ha rapito donne e bambini, proprio come ha fatto l’ISIS in Iraq.

L’incapacità di gestire l’informazione terroristica

Gli esperti del Sahel e dell’Africa centrale, per la maggior parte europei, tendono a vedere i conflitti legati a questioni economiche o “tribali”. Questo porta ad una stupida, quanto inappropriata negazione di come l’occidente sia capace di creare e spostare gruppi estremisti. Ciò è dovuto alla solita tendenza a trasformare i gruppi legati all’ISIS in “militanti” o “insorti”, nonostante usino metodi come la decapitazione o il tentativo di cancellazione di minoranze religiose non musulmane. Ora sembra che il gruppo legato all’ISIS in Mozambico, chiamato “Al-Shabab”, sia coinvolto nelle decapitazioni di bambini. L’agenzia umanitaria “Save the Children” ha affermato che le decapitazioni sono realmente avvenute. Una madre ha dichiarato a StC, di aver dovuto guardare mentre suo figlio di 12 anni veniva decapitato. Più di 2.500 persone sono state uccise e 700.000 sono fuggite dalle loro case da quando è iniziata l’insurrezione islamista nel 2017.

ISIS è: i rapporti

I rapporti non spiegano le motivazioni delle decapitazioni, ma indicano l’azione degli estremisti come continua. Facente parte di un meccanismo organizzato e non casuale. Boko Haram ha preso di mira principalmente cristiani e quelli che definisce musulmani tiepidi. L’ISIS ha anche massacrato le tribù beduine musulmane sunnite e gli sciiti, prima di rivolgere la sua totale attenzione alla pulizia etnica dei cristiani. Ma non solo, infatti il genocidio degli yazidi è il più violento e meschino. Il contesto generale delle decapitazioni potrebbe essere nascosto da organizzazioni e media che hanno interesse a non volere che il conflitto sia percepito come “religioso”. Il tentativo è di far percepire l’economia come mano della brutalità. L’uso della decapitazione tende ad essere uso religioso dei gruppi islamisti. Un metodo stilizzato per uccidere gli “infedeli”. Alcuni analisti ritengono che le radici dell’insurrezione risiedano in strutture socioeconomiche, che affermano di non aver beneficiato delle industrie di: rubino e gas.

La definizione del falso

Non è chiaro il motivo per cui decapitare i bambini aiuterebbe le “proteste” economiche. L’ISIS ha cacciato milioni di persone dalle loro case, giustiziato sistematicamente migliaia di yazidi e rapito e venduto come schiavi donne e bambini yazidi. Come un genocidio non è un atto di alienazione della popolazione locale? In Mozambico, la mancanza di informazioni sulle vere convinzioni dei membri dell’ISIS e sulla loro visione del mondo e tattiche ha portato a false notizie su ciò che stavano facendo. È tipico dell’informazione che sostiene gli organizzatori internazionali del terrorismo: la bugia.

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