Guerra e media: la più ignobile azione dell’uomo é la falsa notizia
Guerra e media: la più ignobile azione dell’uomo é la falsa notizia

Guerra e media: la più ignobile azione dell’uomo é la falsa notizia

Ciò che nel rapporto guerra e media è più vergognoso, risiede nelle false notizie di molti giornali. O meglio é più appropriato dire: come molti giornali mistifichino la realtà per arrivare ad una realtà parallela.

Guerra e media: la mistificazione è strategia o solo economia aziendale?

Questo lo lascerò decidere a voi. Dopo avervi proposto dei titoloni, mi direte quanta propaganda c’è nell’opera dei media. Probabilmente, oggi come al tempo del Covid di Stato, al soldo del potere. Per esempio, sappiamo per certo che la Cina sta lavorando ad una distensione per non compromettere la sua economia (riferito ieri in conferenza stampa dallo stesso presidente cinese). Oggi ci ritroviamo un titolone di Sky Tg24 che dice: “Grande preoccupazione, lavoriamo per evitare ulteriore escalation“. Un bravo analista, o chi usa il suo tempo giornalistico per confrontarcisi😉, direbbe che l’effetto che da questo titolo è rovesciato (psicologia della propaganda) quindi diverrebbe: “Ulteriore escalation, lavoriamo per evitarla. È così che una guerra di confine diviene una guerra mondiale: mistificandone il profilo.

Il bisogno del titolone

Quando si è pagati per informare, certamente non si riporta la realtà. Ancora oggi si gioca su un certo tipo di morte, che in realtà si sta dimostrando propaganda. Se la Russia volesse, metterebbe in campo metà del suo potenziale bellico e la guerra finirebbe in tre giorni. La Russia non ha bisogno di attaccare centrali nucleari, tanto meno reparti di maternità. Infatti tutti i titoli di questi giorni, compresi i filmati si sono rivelati non totalmente credibili. Ma il top del giorno lo raggiunge un titolo indegno scritto sempre da Sky Tg24. “Bombardamenti su Lutsk e Dnipro. Colpito anche un asilo”. Ovvio che nella corsa alla tiratura delle copie o agli indici di gradimento tv, si arriva anche a delle bassezze così indegne. La realtà è che i missili cadono sempre molto vicino, e sappiamo quanto nella strategia del terrore questo abbia un senso. Le immagini dell’ospedale sono false, e sappiamo essere riprese addirittura dagli scontri precedenti a questa guerra: e non era un ospedale pediatrico. Il presidente ucraino sa che se usato bene, l’espansione del terrore porterebbe un possibile coinvolgimento della NATO, in forma quasi automatica. Ma allora perché questi media sono al soldo della menzogna? C’è forse un desiderio nascosto di intervenire fisicamente?

Guerra e media un legame indissolubile

È un legame che li porta ad avere l’uno bisogno dell’altra. Più si spara più si scrive, più si scrive e più si ha bisogno di azioni malvagie. Entrambe hanno necessità della loro miglior sporcizia. Affariitaliani.it tocca il fondo: “I russi passano alle armi chimiche. Missili con gas infiammabile“. I missili con gas infiammabile non sono armi chimiche, ma titolandolo con il punto di divisione (che difficilmente viene preso in considerazione) fanno sembrare un’altra cosa. Infatti il risultato psicologico di questo titolo è: “I russi passano alle armi chimiche con missili con gas infiammabile”. La guerra è un affare sporco e i titoli di questi giornali la rendono, come dicevo ieri in un altro articolo, prima tragedia e poi farsa.

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