La7: un’informazione giornalistica faziosa e povera
La7: un’informazione giornalistica faziosa e povera

La7: un’informazione giornalistica faziosa e povera

Sono in balia dell’informazione tv di la7 e mi rendo conto che nulla di più basso esiste. La demenza giornalistica di David Parenzo e della Merlino è imbarazzante, piddina e senza analisi storica.

La povertà mediatica di La7

La costruzione faziosa e estremamente comunista di Myrta Merlino è imbarazzante. La presuzione di sapere basandosi sul nulla. La drammatizzazione di alcune immagini che in una guerra sono la normalità e oltretutto offensiva per la stessa cultura e storia. Questa è una guerra che dura da sempre, questa è una guerra contro una democrazia che non esiste. La guerra, questa guerra è costruita sulle necessità economiche della NATO e della Russia, mentre Zelensky vuole farci infilare in un conflitto per giustificare la sua azione fascista e oltremodo repressiva, proprio come i suoi nemici. La povertà della classificazione e categorizzazione di certi giornalai televisivi è imbarazzante… ora mi domando: come può un professionista come Mentana permettere a conduttrici freak show come Merlino e Tiziana Panella di sventrare la sua meravigliosa umiltà? Mentana cura le sue trasmissioni riempiendo i dialoghi con professionisti seri. Merlino, Parenzo, Panella sono l’imbarazzo del giornalismo.

L’imbarazzo degli inviati

Gli inviati di questa rete rasentano la più ampia gamma di incompetenza, ma non solo. David Parenzo, spesso ospite della Merlino è storicamente una capra in questioni di storia pura e capacità di analisi geopolitica. La povertà dei collegamenti, fatti per la maggior parte di italiani scappati di casa e residenti in Ucraina, sono di una qualità devastante, triste e senza costruzione analitica. Le loro trasmissioni sembrano tutte come le trasmissioni della Durso o della Carra… estremamente basate sulla lacrima o il tentativo di stimolarla, oltre a stimolare una dose mediatica di diarrea.

La bassezza senza storia

Sia Merlino che Tiziana Panelle, come del resto David Parenzo, basano la loro analisi della guerra sul nulla. Basano la loro analisi su parole come: oh mamma mia che disastro, è una tragedia umana. Ma anche come: i poveri civili morti, speriamo che non si vada oltre. Queste parole le usa mia madre al bar con le sue amiche. La povertà mediatica di questa rete è imbarazzante, spesso basato su freak show e freak news. Mentana fai qualcosa, Mentana su tre trasmissioni giornaliere la tua è l’unica degna di chiamarsi trasmissione di informazione. Meditate se tutto quello che state vedendo è totalmente vero… in parte potrebbe essere completamente costruito.

La7: cari colleghi un pochino di evidente storia vi fa bene

La storia intrecciata di Russia e Ucraina, due Paesi vicini e conflittuali, aiuta a capire in che modo gli eventi hanno portato alla situazione attuale. Il passato che i due Paesi condividono copre un arco di tempo di oltre mille anni, dal tempo in cui Kiev, odierna capitale dell’Ucraina, era al centro del primo Stato slavo, la Rus’ di Kiev, luogo di nascita sia dell’Ucraina che della Russia. Nell’anno 988 d.C. Vladimir I, il principe pagano di Novgorod e Gran Principe di Kiev, accettò la religione cristiana ortodossa e fu battezzato nella città di Cherson, in Crimea. Da quel momento, come ha recentemente dichiarato il leader russo Vladimir Putin, “russi e ucraini sono un popolo solo, un tutt’uno”.

Gli ultimi secoli di storia

Eppure negli ultimi dieci secoli l’Ucraina è stata ripetutamente divisa e spartita da poteri in competizione tra loro. I guerrieri mongoli provenienti da est conquistarono la Rus’ di Kiev nel XIII secolo. Nel XVI secolo gli eserciti di Polonia e Lituania la invasero da ovest. Nel XVII secolo la guerra tra la Confederazione polacco-lituana e la Russia zarista portò le terre a est del fiume Dnepr sotto il controllo imperiale russo, dividendo la parte orientale del Paese da quella a ovest del fiume, vassalla dei polacchi.

Un popolo unico volutamente diviso da cosa? Ma La7 lo sa?

Oltre un secolo dopo, nel 1793, l’Ucraina dell’ovest fu annessa all’impero russo. Negli anni che seguirono, la cosiddetta politica di “russificazione” vietò l’uso e lo studio della lingua ucraina, e la popolazione fu spinta a convertirsi alla fede ortodossa russa. Ma i più grossi traumi che l’Ucraina ha sofferto sono avvenuti nel XX secolo. Dopo la rivoluzione comunista del 1917, l’Ucraina è stata uno dei tanti Paesi teatro di una brutale guerra civile prima di essere completamente assorbita nell’Unione Sovietica, nel 1922. Nei primi anni ‘30, per costringere i contadini a unirsi alle fattorie collettive, il leader sovietico Joseph Stalin provocò una carestia che portò milioni di ucraini a morire di fame. Successivamente, Stalin importò un grande numero di russi e altri cittadini sovietici (molti dei quali non parlavano ucraino e non avevano legami con quella regione) per aiutare a ripopolare la parte orientale del Paese.

Da qui dovete partire per una analisi, non dalle dichiarazioni della casalinga italiana che vive in Ucraina.

Imparate a valutare con la mente aperta

Questa eredità storica creò delle fratture profonde. Il fatto che l’Ucraina orientale sia passata sotto il controllo russo molto prima dell’Ucraina occidentale fa sì che le popolazioni dell’est abbiano legami più forti con la Russia e siano più inclini ad appoggiare leader filorussi. L’Ucraina occidentale, per contro, ha vissuto per secoli sotto il controllo di diversi poteri europei come la Polonia e l’Impero Austro-Ungarico, il che porta quelle popolazioni a prediligere politici filoccidentali. Nella parte orientale la maggior parte della popolazione parla russo ed è di religione ortodossa, mentre in parti dell’occidente predominano la lingua ucraina e la fede cattolica.

La7 non sa che ci sono due anime in Ucraina

Con il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991, l’Ucraina è diventata una nazione indipendente, ma unificare il Paese si è dimostrato un compito difficile. Innanzitutto, “Il nazionalismo ucraino nell’est non è così radicato come nell’ovest”, afferma l’ex ambasciatore americano in Ucraina Steven Pifer. La transizione alla democrazia e al capitalismo è stata dolorosa e caotica, e molti ucraini, specialmente nell’est, hanno rimpianto la relativa stabilità del passato

 

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