“Il cardinale Becciu si difenda con dignità e coraggio”
“Il cardinale Becciu si difenda con dignità e coraggio”

“Il cardinale Becciu si difenda con dignità e coraggio”

“Il cardinale Becciu si difenda con dignità e coraggio”. Queste sono le parole di Francesca Immacolata Chaoqui, uno dei testimoni di spicco del processo che vede tra i dieci imputati l’ex numero due della Segreteria di Stato del Vaticano.

Il cardinale Becciu è l’unico a dover rispondere botta su botta?

Auguro al cardinale Becciu di avere la possibilità di dire la sua e di difendersi con dignità e coraggio. Auguro al cardinale di avere la possibilità di difendersi con dignità e coraggio.Glielo auguro dal profondo del cuore. È una persona di 75 anni, che ha vissuto nel cuore della Chiesa e che ora deve trovarsi là, sul banco degli imputati, umanamente non è semplice”. Chaoqui, che è stata componente della Pontificia commissione referente di studio e di indirizzo sull’organizzazione della struttura economico-amministrativa (Cosea). “Il cardinale è una persona con cui ho lottato tanto ma mi auguro possa davvero dire la sua. E avere l’opportunità di parlare. E al Papa, di raggiungere la verità qualunque essa sia”. Vorrei umanamente ricordare alla signora Chaoqui che la colpevolezza, quindi la verità sul cardinal Becciu è stata già raggiunta. I due si sono dati battaglia, anche a colpi di querele, ma alla vigilia della nuova udienza davanti al Tribunale Vaticano per lo scandalo finanziario legato alla compravendita del Palazzo londinese di Sloane Avenue, Francesca Immacolata Chaoqui, uno dei testimoni di spicco del processo a Becciu, apre teneramente il suo  ufficio.

Ma di cosa stiamo parlando?

Per più di un anno si sono attaccati al collo come iene. La Chaoqui non ha lasciato neanche il sempo ai secondi di Becciu di scendere dal ring che aveva già preso il centro per colpirlo nuovamente. Non sto dicendo che la cosa sia sbagliata, al suo posto avrei fatto di peggio. Del resto conosciamo i fatti, quindi facilmente possiamo dedurre quanta bassezza Becciu abbia ,esso in campo nell’affare Sloane Avenue. Quello  he odio invece è questo finto buonismo da parte della Chaoqui. Personalmente lo ritengo fuori posto e anche canzonatorio.

Il cardinale Becciu: ricordiamo i fatti

Il Vaticano investe 116 milioni di euro nell’acquisto del palazzo di Londra a Sloane Avenue. Il palazzo è al centro dell’inchiesta del Vaticano, per il quale è in corso il processo aperto a carico del cardinale Angelo Giovanni Becciu e dei monsignori e funzionari della Segreteria di Stato. Ma anche dei finanzieri esterni al Vaticano Raffaele Mincione, Gianluigi Torzi ed Enrico Crasso. Per Mincione e per altri imputati, e per alcuni capi di imputazione a carico di altri soggetti, gli atti sono stati restituiti al promotore perché compia atti a loro garanzia. Di conseguenza non sono più imputati nel processo, pur restando indagati. Il palazzo, nel quartiere londinese di Knightsbridge, sta per essere venduto per circa 200 milioni di sterline al gruppo di private equity Bain Capital. Il Financial Times cita persone a conoscenza del dossier. Sia Bain Capital sia Savills, che gestisce la vendita, non hanno commentato l’indiscrezione. Il Papa ha ordinato la vendita del palazzo, mesi fa, per porre fine a un investimento che ha drenato enormi risorse della Segreteria di Stato e creato un enorme danno reputazionale alla Santa Sede.

Quindi cosa dobbiamo ricordare alla falsità della Chaoqui?

La verità è stata fatta a tal punto, che addirittura il Papa si è esposto per mettere fine a questo scempio. Ma in tutto questo non ha messo a tacere le responsabilità di Becciu. Anzi Sua Santità ha scelto da molti anni l’arma della chiarezza, portando alla luce le infamie di molti. È ora di stabilire una regola: se il Papa si espone e porta alla luce truffatori e pedofili, lo fa per amore della verità e non per un suo spot personale. Bisogna oltremodo ricordare che: complessivamente sotto la gestione del cardinale Becciu e di monsignor Alberto Perlasca, per oltre dieci anni a capo della sezione amministrativa che si occupava degli investimenti, sono stati bruciati circa 300 milioni di euro su un patrimonio complessivo dell’Obolo di San Pietro di 650 milioni circa. E ancora si cerca la verità?

Il cardinale Becciu passo dopo passo

È un affare cominciato nel 2014, con l’acquisto di circa metà del controllo del palazzo. A fine 2018 il Vaticano rileva l’intera proprietà dell’immobile. Un investimento totale che supera i 300 milioni di sterline, compreso il debito di oltre 120 milioni di sterline già esistente sull’immobile. A vendere il palazzo di Sloane Avenute, ex sede di Harrods, è il finanziere Raffaele Mincione, che nel 2013 con il fondo Athena è diventato il gestore di 200 milioni di dollari di fondi riservati della Segreteria di Stato derivanti dall’Obolo di San Pietro.

Ma cosa è l’Obolo di San Pietro?

È per la Chiesa cattolica, una forma di vivere la comunione con il Vescovo di Roma. L’obolo è di fatto una banca vaticana “un’offerta in denaro fatta dai fedeli e inviata al Papa per essere ridistribuita a sostegno della missione della chiesa e delle opere di carità”. In tutte le diocesi e parrocchie cattoliche si devolve a tale istituto la raccolta di denaro effettuata durante la questua della solennità degli apostoli Pietro e Paolo… normalmente il 29 giugno. Questo è ciò che Becciu, Perlasca e Mincione hanno rubato.

Il cardinale Becciu meglio tornare ai fatti

Mincione aveva convinto il Vaticano a investire 100 milioni di dollari per acquistare circa metà del palazzo, che lui stesso possedeva. Nel 2018 il Vaticano esce dal fondo Athena rilevando da Mincione l’intero palazzo con un conguaglio a favore del finanziere di 44 milioni di euro. La vendita del palazzo, secondo gli inquirenti vaticani, sarebbe stata effettuata una valutazione gonfiata dell’immobile. Da qui i soldi svaniti nella impresa a carico di Becciu e Co.

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