Moody’s: “Gli Usa possono far fallire la Russia”
Moody’s: “Gli Usa possono far fallire la Russia”

Moody’s: “Gli Usa possono far fallire la Russia”

Gli Usa possono far fallire la Russia, Secondo Moody’s la cosa è possibile dopo il 25 Maggio. Ogni obbligazione russa in scadenza nell’ultimo mese viene osservata da vicino. Questo per capire se l’operazione va a buon fine, dal momento che Mosca è sotto sanzione da parte dei Paesi occidentali. Ricordiamo che la Russia è ad un solo livello sopra il default per le agenzie di rating dopo l’invasione dell’Ucraina.

Cosa dice Moody’s?

Moody’s ritiene che: “Il quadro sia piuttosto compresso e che “il rischio di insolvenza e le potenziali perdite per gli investitori rimangano molto elevati. Dato il marcato deterioramento che abbiamo visto nella capacità e nella volontà del governo di far fronte ai propri obblighi di debito nelle ultime settimane”. Oggi il rublo perde il 5,3% sul dollaro, che scambia a 103,8. La condizione russa è drammatica e le mistificazioni da parte di Mosca servono a poco. La Russia è già nel baratro, manca solo la conferma e la dichiarazione di fallimento delle agenzie di rating. Del resto la guerra è una vera e propria emorragia di denaro. Ovviamente fino al riarmo, che per un ricircolo strano di soldi, riporta ricchezza in cassa: del resto i ladri non si rubano da soli.

A valanga…

L’agenzia ricorda che il permesso Ofac del governo americano (un documento che permette transazioni in Paesi dove diversamente non si potrebbe) scade il 25 maggio. “Rischierebbe di compromettere la capacità degli investitori di ricevere il rimborso del debito in valuta estera“. Un decreto del presidente Vladimir Putin, consentirebbe che il rimborso delle obbligazioni  sia effettuato in rubli. Moody’s: “Questo modalità verrebbe trattata come un default per le obbligazioni che non consentono tale ridenominazione nei termini contrattuali“. Da questo si potrebbe dire che la Russia e nelle mani degli USA.

Moody’s ha in mano la Russia?

Per questa ragione gli analisti stanno osservando da vicino se ci sono ritardi nell’esecuzione dei prossimi rimborsi di Eurobond. In particolare, la scadenza della cedola per 100 milioni di dollari il 27 maggio dopo la chiusura del permesso Ofac. Infatti, da quel momento in poi le persone residenti negli USA dovranno richiedere una licenza specifica. Principalmente per continuare a ricevere il rimborso del debito. “il che comprometterà ulteriormente la capacità degli investitori di ricevere il pagamento sul debito sovrano”.

Le sanzioni

Moody’s ha tagliato il giudizio a Caa2, due livelli sopra il default, in revisione per il downgrade. Ha di fatto compromesso la capacità del Paese di eseguire pagamenti internazionali. Ma soprattutto di accedere alle riserve in valuta estera. La Banca centrale russa non ha più molti margini di manovra. LA metà dei fondi all’estero, pari a 640 miliardi di dollari è stata congelata. Quindi si può affermare che le manovre anti Russia hanno portato abbondantemente risultati.

Moody’s guarda ai segnali possibili

Moody’s cita: “Una serie di segnali negativi sulla volontà della Russia di ripagare il debito… che riflette la crescente imprevedibilità sulle azioni del governo e la mancanza di controlli ed equilibri intorno all’esecutivo. Per esempio, secondo una dichiarazione riportata dal National Settlement Depository, i rimborsi delle cedole sui titoli di Stato in rubli con maurity nel 2024, con scadenza il 2 marzo scorso, sono stati pagati solo ai detentori russi dei titoli, citando un provvedimento che vieta i pagamenti ai non residenti”.

Mercati futuri e rimborsi

L’incertezza sui futuri rimborsi è aumentata dopo i controlli sui capitali e da un decreto presidenziale emesso il 5 marzo secondo cui il rimborso delle obbligazioni denominate in valuta estera verso investitori non residenti può essere effettuato in rubli. Gli eurobond emessi dalla Russia dopo il 2018 consentono a determinate condizioni di effettuare rimborsi in valuta locale. Tuttavia quelli emessi prima del 2018 non contengono questa clausola, permettono semmai di effettuare rimborsi solo in altre divise forti (dollaro, euro, sterlina o franco svizzero), sottolinea l’agenzia di rating.

Moody’s e i bond governativi russi

Ma quali sono i bond governativi russi in scadenza? E quindi tenuti sotto stretta osservazione da parte dei mercati internazionali? Secondo il database di Bloomberg si tratta di quattro emissioni per un totale di circa 2,25 miliardi di dollari. Si parte con una cedola da 65,6 milioni di dollari dell’emissione scaduta il 21 marzo 2022 (il sistema non la dà ancora per pagata), con maturity il 21 marzo 2029. È possibile che venga rimborsata in rubli, in base al regolamento di emissione.

102 milioni di dollari in scadenza

A seguire un’altra cedola da 102 milioni di dollari in scadenza il 28 marzo su un bond con maturity 28 marzo 2035 che ha l’opzione di pagamento in rubli, mentre il 31 marzo deve essere pagata una cedola per 87,5 milioni di dollari su un’emissione con maturity il 31 marzo 2030 e in questo caso il rimborso può essere solo fatto in dollari. Infine, una data importante di scadenza è quella del 4 aprile, in questo caso va pagato un bond per 2 miliardi di dollari e non è possibile che questo avvenga in valuta diversa da quella di emissione.  (riproduzione riservata)

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