Il Papa ringrazia per l’intensa partecipazione all’INTERCESSIONE
Il Papa ringrazia per l’intensa partecipazione all’INTERCESSIONE

Il Papa ringrazia per l’intensa partecipazione all’INTERCESSIONE

Il Papa ringrazia per l’intensa partecipazione alla preghiera. Ma il senso di questo ringraziamento è molto profondo e significativo. La consacrazione al cuore immacolato di Maria è da considerarsi, spiritualmente parlando, un atto estremo.

Il Papa ringrazia per l’intensa partecipazione all’INTERCESSIONE

Il Papa ringrazia perché è il rafforzamento di un atto estremo?

Probabilmente non lo ricordate… quando si parla di certe cose la paura fa 90, ma andiamo avanti. Fu Giovanni Paolo II a consacrare al cuore immacolato di Maria la Russia. Quindi l’atto di Bergoglio prende una dinamica mistica essenziale. San Giovanni Paolo II scrisse un atto di affidamento che fu recitato nella Basilica di Santa Maria Maggiore il 7 giugno 1981. Durante l’Anno Santo della redenzione, che si svolse dal 1983 al 1984, volle rinnovare l’atto di affidamento. Il 25 marzo 1984, in piazza San Pietro e in unione spirituale con tutti i vescovi del mondo, Wojtyla affidò tutti i popoli della terra al cuore immacolato di Maria. Per suor Lucia dos Santos, l’unica dei tre veggenti di Fatima vivente all’epoca, questa consacrazione fu “fatta così come Nostra Signora l’aveva chiesta”. La teologa Cettina Militello si sofferma sull’importanza di alcuni passaggi. “Trovo molto bello il riferimento alle nozze di Cana: abbiamo esaurito il vino della speranza, si è dileguata la gioia. Abbiamo smarrito la fraternità, sono parole accuratissime che esprimono da una parte il ruolo di Maria a Cana. Maria intercede presso Gesù affinché compia il primo dei segni. Poi viene proprio scandita la situazione di disagio, di sofferenza, di dramma che viviamo oggi perché la speranza non dovrebbe mai venire meno.

La definizione…

La guerra per definizione è ignorare le regole dell’umanità”. La teologa aggiunge uno status spirituale che non accetto e non mi trova affatto d’accordo. “Dobbiamo operare decisioni in fretta, muoverci per realizzare quello che costituisce il cuore profondo e vero della pace”. Molti teologi come molti preti, continuano a definirsi “Pneuma Spiritus”, cosa assurda se pensiamo che lo Spirito vorrebbe: strumenti per definire la sua voce. Facendo alla maniera degli uomini, ci si ritrova a fare e dire cose, convinti che sia lo Spirito ad agire. Errato… lo spirito agisce da solo attraverso strumenti che prima, attraverso la preghiera, si sono alimentati e riempiti della sua Persona. Ed è proprio qui che nasce la grandezza della consacrazione al cuore immacolato di Maria.

Il Papa ringrazia e abbatte attraverso la preghiera

La preghiera per molti sembra la minaccia delle minacce. Giovanni Paolo II, a furia di pregare e consacrare genti e luoghi al cuore di Maria, rimodellò mezzo mondo. Addirittura il concetto di vecchia mafia assassina, morì sotto le scomuniche del Papa. Come si dice: in trincea non ci sono atei. Quindi anche i più scettici converranno che, mentre le parole di Biden, verso Putin, moriranno nel dimenticatoio di accordi e affari internazionali, quelle del Papa rimarranno veramente: “Pneuma Spiritus“. Di per sé la consacrazione è un atto semplice, ma porta in sé, un enorme significato spirituale: tutto quello che dirai o farai sarà all’interno del cuore della Vergine. Un aspetto che amplia il dominio dello Spirito, anche su azioni ritenute ignobili. L’atto ignobile, tende a purificarsi e autorigenerarsi, in funzione dell’azione salvifica dell’intercessione. Lo Spirito, non attraverso la bocca degli uomini, bensì attraverso la santificazione dell’atto di consacrazione, rimodella le prospettive, fino a farle divenire opposizione dell’atto iniziale.

La parola di Bergoglio

Nella lettera che ha inviato a tutti i vescovi del mondo, Papa Francesco ha scritto: “E’ trascorso un mese dall’inizio della guerra in Ucraina, che sta causando sofferenze ogni giorno più terribili a quella martoriata popolazione, minacciando anche la pace mondiale. La Chiesa, in quest’ora buia, è fortemente chiamata a intercedere presso il principe della pace e a farsi vicina a quanti pagano sulla propria pelle le conseguenze del conflitto. Sono grato, in questo senso, a tutti coloro che con grande generosità stanno rispondendo ai miei appelli alla preghiera, al digiuno, alla carità. La consacrazione vuole essere un gesto della Chiesa universale, che in questo momento drammatico porta a Dio, attraverso la madre sua e nostra, il grido di dolore di quanti soffrono e implorano la fine della violenza, e affida l’avvenire dell’umanità alla regina della pace”.

Il Papa ringrazia intercedendo e non dando soluzioni improbabili

“Liberaci dalla guerra, preserva il mondo dalla minaccia nucleare. Noi, dunque, madre di Dio e nostra, solennemente affidiamo e consacriamo al tuo cuore immacolato noi stessi, la Chiesa e l’umanità intera, in modo speciale la Russia e l’Ucraina. Noi abbiamo smarrito la via della pace. Abbiamo dimenticato la lezione delle tragedie del secolo scorso, il sacrificio di milioni di caduti nelle guerre mondiali. Abbiamo disatteso gli impegni presi come Comunità delle Nazioni e stiamo tradendo i sogni di pace dei popoli e le speranze dei giovani. Ci siamo ammalati di avidità, ci siamo rinchiusi in interessi nazionalisti, ci siamo lasciati inaridire dall’indifferenza e paralizzare dall’egoismo. Abbiamo preferito ignorare Dio, convivere con le nostre falsità, alimentare l’aggressività, sopprimere vite e accumulare armi, dimenticandoci che siamo custodi del nostro prossimo e della stessa casa comune. Abbiamo dilaniato con la guerra il giardino della Terra, abbiamo ferito con il peccato il cuore del Padre nostro, che ci vuole fratelli e sorelle. Siamo diventati indifferenti a tutti e a tutto, fuorché a noi stessi. E con vergogna diciamo: perdonaci, Signore”.

La potenza dell’intercessione

1 Timoteo 2:1-2. “Esorto dunque, prima di ogni altra cosa, che si facciano suppliche, preghiere, intercessioni, ringraziamenti per tutti gli uomini. 2 Per i re e per tutti quelli che sono costituiti in autorità. Affinché possiamo condurre una vita tranquilla e quieta in tutta pietà e dignità“. La forza dell’intercessione, non è dunque atta a risolvere un problema attraverso inutili iniziative. L’intercessione diviene atto di illuminazione intellettuale e spirituale per terzi che non hanno più in loro, una via retta e illuminata da seguire. Ester 4:8. “Gli diede pure una copia del testo del decreto che era stato promulgato a Susa per il loro sterminio, affinché lo mostrasse a Ester, glielo spiegasse e le ordinasse di andare dal re per supplicarlo e intercedere davanti a lui in favore del suo popolo.

Il Papa ringrazia per una intercessione salvifica

L’intercessore si trova tra due regni: il regno naturale e quello spirituale. Egli vive nel regno naturale ma attinge al regno spirituale. L’intercessore porta il potere del cielo sulla terra, Gesù disse che avremmo visto gli angeli del cielo salire e scendere poiché essi salendo e scendendo portassero le richieste a Dio e scendono portassero risposte a chi prega. Il ministero dell’intercessione richiede un acuto senso del Regno. L’intercessore ha una sola speranza ed è legata allo scopo, all’autorità e al potere di Dio. Inoltre, lo Spirito Santo dirige l’intercessore al ministero del Regno secondo la saggezza, il tempismo e la scelta che sono appropriati per il Regno di Dio. Quando abbiamo la percezione del regno noi preghiamo affinché esso si manifesti in terra così come in cielo. Tutti gli intercessori sono chiamati ad esercitare, per portare le cose del cielo sulla terra.

By Fabio Fiorina

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