Chi invia le armi a Kiev vuole le la guerra continui?
Chi invia le armi a Kiev vuole le la guerra continui?

Chi invia le armi a Kiev vuole le la guerra continui?

Chi invia le armi a Kiev vuole che la guerra continui? Abbiamo spesso raccontato questa teoria, e personalmente ritengo che molti enigmi andrebbero risolti. Spesso o quasi sempre, la realtà o la verità si nasconde nei labirinti dell’economia e della geopolitica. Ma se lo diciamo noi siamo dei complottisti, se lo dice Ginevra Bompiani da La 7 allora la cosa diventa possibile.

Chi invia le armi vuole la guerra?

Personalmente non sono interessato né alle motivazioni della Bompiani né a quelle di un quaquaraquà come Di Battista… ho le mie di convinzioni. Questa guerra che TUTTI combattono contro l’Ucraina (solo quell’idiota di Zelensky ancora non se ne accorto) è prevalentemente fondata sul mercato o nuovo mercato dell’energia green. Già ho scritto di questo in un altro articolo ma spesso le cose vanno ripetute, vista la distrazione di massa. E’ lo stesso principio che ha governato il Covid. Improvvisamente tutti avevano bisogno di soldi da immettere sul mercato per non far fallire la propria nazione. Tutti si sono accordati per stampare soldi, in barba ai prestiti e alla svalutazione perché, se tutti stampano i soldi è come se non li stampasse nessuno quindi, i parametri saltano. Questa volta è il turno dell’energia… TUTTI (ovviamente gli occidentali) devono staccarsi dalla dipendenza dell’energia dall’Est e dal Medio Oriente, quale miglior occasione di una guerra per iniziare un processo così doloroso?

Il processo di conversione

Convertire l’energia tradizionale in green, senza cadere nelle maledizioni dei cittadini per l’elevato costo a discapito delle classi meno agiate, sarebbe stata un’operazione impossibile. Oggi, con la guerra in corso e ben alimentata dall’Occidente, ci troviamo ad avere il benestare della singola persona che si schiera a favore di una ricetta green. In questo modo, la conversione a costi altissimi di energia eco sostenibile, diventa non più una maledizione da lanciare, ma una ricetta necessaria travestita da guerra contro la Russia.

La dipendenza energetica è la dipendenza di chi invia le armi

Insomma, tutti i capi politici si schierano contro una non dipendenza energetica, quindi chiedono, con voci flautate e piene di pensieri filosofici, il grande salto verso una transazione ecologica a tempo di record e a costi record. Diventano oltremodo profughi eccellenti, tutti gli ucraini che fino a pochi mesi fa chiamavate zingari di merda, mentre quelli afghani a cui abbiamo massacrato l’esistenza più di una volta, vengono messi al bando… ma non sarebbe lo stesso atto di umanità?

Chi invia le armi?

Tutta l’Europa invia armi a Kiev, e infatti tutta l’Europa ha una dipendenza energetica. Tutta la NATO invia armi all’Ucraina, infatti tutta la NATO ha una dipendenza energetica. L’Italia si prepara a superare questo fastidioso stallo ricorrendo addirittura all’Angola per le forniture di gas. Il terzo mondo, quello che per decenni si è visto deturpare dall’Europa ora diviene salvatore di essa. Come direbbe Benigni: “Da scompisciarsi dalle risate“. La conversione, transizione o come volete chiamarla è un’operazione economicamente devastante. E’ economicamente devastante se costretti a realizzarla in tempi record. Ma la grande possibilità di alimentare la guerra e prenderla come pretesto per una transizione green amata e voluta da tutti è imponente. La transizione si fa alimentando le bombe. Il grande passaggio al green si fa usando come scusa la guerra e i morti. Abbiamo già parlato di questo da questo giornale: e avevamo ragione! In Italia è impossibile fare un termovalorizzatore senza la rottura di palle di manifestanti di ogni colore: figuriamoci una conversine in tempi record. Ma tutto il mondo è paese e con il pretesto umanitario di difendere l’Ucraina: si rimescolano le carte dei mercati energetici.

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