Donne costrette a prestazioni intime: il metodo della colazione
Donne costrette a prestazioni intime: il metodo della colazione

Donne costrette a prestazioni intime: il metodo della colazione

Viviamo tempi ignobili: siamo nel 2022 e ci sono donne costrette al sesso. Lo chiamano: il metodo della colazione, se mangi caffè e brioche accetti la prestazione, altrimenti non lavori. Benvenuti nel mondo delle donne agricole.

Ancora donne costrette al sesso?

A riferirlo è un rapporto di Actionaid Italia, che racconta la storia di 119 persone costrette a violenze fisiche e morali. Si chiama: il metodo della colazione ed è utilizzato in Puglia, Calabria e Basilicata. Annarita Del Vecchio, psicologa e collaboratrice di Actionaid in Puglia, racconta: “La mattina quando nelle piazze arrivano i furgoni per portare le operaie agricole nei campi, la prescelta viene fatta salire davanti, nello spazio accanto al guidatore. Sul cruscotto la donna trova un caffè caldo e un cornetto. Se mangia la colazione significa che accetta la prestazione intima e dunque può lavorare. Se invece la donna si rifiuta, il giorno dopo viene lasciata a casa e dunque non può lavorare. Le donne che lavorano in agricoltura sono costantemente esposte al pericolo di violenza di ogni tipo: fisica, verbale, psicologica. E può avvenire ovunque: sui mezzi di trasporto, negli alloggi, sui campi. Se si ribellano perdono il lavoro, minacciata e inserite nelle liste nere”.

Testimonianze da brivido

Le testimonianze delle varie donne fanno emergere una violazione dei diritti basilari. Disparità di compenso economico tra uomo e donna, di turni di lavoro stremanti senza pause e di nessun giorno libero alla settimana. Il metodo della colazione obbliga le donne a concedersi ai datori. E’ possibile parlare di vera e propria schiavitù subita dalle donne silenziose? Assolutamente si! È una vera condizione di schiavitù che come sempre divampa in un luogo povero e sottoculturato in cui il controllo è la tutela non esiste. Il fenomeno interessa l’Arco Ionico, ovvero l’area delle province di Matera, Taranto e Cosenza. Le donne sono perlopiù richieste per la lavorazione della frutta più delicata e sono soprattutto le straniere, donne della Romania e della Bulgaria, a vivere le violenze più brutte.

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