Miracolo Vaticano: tra realismo e visione ecumenica
Miracolo Vaticano: tra realismo e visione ecumenica

Miracolo Vaticano: tra realismo e visione ecumenica

Il miracolo Vaticano prosegue la sua strada tra realismo e visione ecumenica. Percorso iniziato da Giovanni Paolo secondo che gettò le basi per una vita ecumenica a visione ascetica e politica. Un percorso proseguito dai suoi successori anche se in modo diverso.

Miracolo Vaticano fuso nel realismo di un tempo moderno?

Benedetto XVI proseguì il percorso del suo predecessore, forzando la mano su un realismo ecumenico dettato direttamente dall’ortodossia della fede cattolica. Un’istituzione antica di duemila anni deve saper stare al mondo per sopravvivere. E nell’era della globalizzazione, la tendenza della Chiesa cattolica di leggere il “segno dei tempi” nella realtà e di adattare le sue strategie si è acuita? Diciamo che la forza comunicativa di Giovanni Paolo II e quella di Papa Francesco hanno compensato la durezza ecclesiastica di Benedetto XVI, portando all’avvicinamento di categorie un tempo lontane. Papa Francesco ha aperto uno spaccato post-occidentale nelle chiavi di lettura del sistema mondiale. Tutti e tre, i pontefici, in ogni caso, hanno avuto una precisa focalizzazione diplomatica. Spesso volta a consolidare i risultati della loro analisi in vista di un sistema globale più ordinato e meno caotico.

L’applicazione al tempo

Molti bacchettoni ortodossi amano la visione realistica di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. Nel quadro della comprensione dei rischi legati agli eccessi dei modelli dominanti nella gestione dell’economia, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno segnato grandi avanzamenti in tal senso, rendendo consolidate nel mondo cattolico il rifiuto del profitto fine a sé stesso, la tutela del lavoro e dei beni pubblici e il rifiuto dell’individualismo di matrice evangelico-protestante insito nell’ideologia economica dominante. Ma questo, dal mio punto di vista, non è del tutto vero. La vera realizzazione di questa visione di insieme si ha proprio con Bergoglio. Infatti l’argentino si pone come alchimista per una Chiesa planetaria che abbatte le sottocategorie a favore di una: il fedele e il suo percorso in Cristo. Ma in tutto questo, i tre papi hanno realizzato il miracolo Vaticano: la stabilizzazione del processo ecumenico.

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