Francesco I il grande verso Mosca? Kirill/Putin un’amicizia oscura
Francesco I il grande verso Mosca? Kirill/Putin un’amicizia oscura

Francesco I il grande verso Mosca? Kirill/Putin un’amicizia oscura

Molti fanno girare notizia che Francesco I il grande sia intenzionato a far visita a Putin. Questa è una cosa che non avverrà mai! Ci sono equilibri che non possono essere trascurati e questo Putin lo sa.

Francesco I il grande verso Mosca?

La religione non ragiona come il mondo dei bordelli politici. Anche se un capo di Stato, Papa Francesco non è una puttana politica, come non lo è l’arcivescovo ortodosso russo Kirill, sedicesimo Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, capo della Chiesa ortodossa russa. Francesco sa di non essere neanche lontanamente il capo di Kirill, che deve essere considerato sotto tutti gli aspetti: il Papa dell’Est. Bergoglio si muove con delicatezza, come se camminasse sulle uova. Il suo incontro con Kirill non è stato possibile, per non creare sfaccettature di ordine spirituale nei negoziati, ma soprattutto per non far ricadere il merito di una eventuale pace, da una parte o dall’altra. Certe persone dovrebbero far attenzione a dare notizie approssimative… è meglio scrivere di economia datemi retta. Se dovesse accadere il miracolo di un incontro tra Bergoglio e Putin, non mancherà certo la presenza OBBLIGATORIA di Kirill. “Non abbiamo ancora avuto risposta e stiamo ancora insistendo, anche se temo che Putin non possa e non voglia fare questo incontro in questo momento”.

Le intenzioni di Bergoglio

“Ho parlato con Kirill 40 minuti via zoom. I primi venti con una carta in mano mi ha letto tutte le giustificazioni alla guerra. Ho ascoltato e gli ho detto: di questo non capisco nulla. Fratello, noi non siamo chierici di Stato, non possiamo utilizzare il linguaggio della politica, ma quello di Gesù. Siamo pastori dello stesso santo popolo di Dio. Per questo dobbiamo cercare vie di pace, far cessare il fuoco delle armi. Il Patriarca non può trasformarsi nel chierichetto di Putin. Io avevo un incontro fissato con lui a Gerusalemme il 14 giugno. Sarebbe stato il nostro secondo faccia a faccia, niente a che vedere con la guerra. Ma adesso anche lui è d’accordo: fermiamoci, potrebbe essere un segnale ambiguo. Per la pace non c’è abbastanza volontà, la guerra è terribile e dobbiamo gridarlo. Orbán, quando l’ho incontrato mi ha detto che i russi hanno un piano, che il 9 maggio finirà tutto. Spero che sia così, così si capirebbe anche la celerità dell’escalation di questi giorni. Perché adesso non è solo il Donbass, è la Crimea, è Odessa, è togliere all’Ucraina il porto del Mar Nero, è tutto. Io sono pessimista, ma dobbiamo fare ogni gesto possibile perché la guerra si fermi”.

Francesco I il grande e lo scontro non Putin

“Temo che Putin non possa e non voglia”, Putin sa che l’incontro con Bergoglio spaccherebbe gli equilibri con la Chiesa ortodossa. È un criminale ma non è un idiota, se si mettesse contro Kirill si metterebbe contro 150 milioni di fedeli: enormità di numeri che non può rischiare. Dal lato Vaticano è più semplice una anonima telefonata rispetto ad una figuraccia internazionale. Bergoglio sa che non ha carte con Putin, proprio perché il premier religioso russo è al pari del Papa (ovviamente ad Est), quindi condizioni Dal Papa cattolico non possono essere accettate. Sarebbe una vera e propria invasione di campo. L’unica cosa che Bergoglio può fare è comunicare con Kirill e inviare i suoi elemosinieri a Kiev. Il compito principale dell’Elemosineria Apostolica è quella di svolgere a nome del Santo Padre il servizio di assistenza verso i poveri e dipende direttamente da lui.” (Pastor Bonus, n. 193). Va considerata, quindi, una longa manus del Papa.Uno dei servizi più conosciuti compiuto dall’Elemosineria, in particolare dall’Ufficio Pergamene, è quello di estendere le benedizioni apostoliche a nome del Papa.

Dovete comprendere le sottigliezze

L’ingresso alla cattedrale del Cristo Salvatore avviene anche su invito diretto del Cremlino. L’intera zona tra il fiume Moscova e la piazza Rossa sembra il teatro di una esercitazione militare. Si entra da un unico varco, presidiato dai soldati e dotato di doppio metal detector che non esclude nessuno da un’ulteriore perquisizione. La Chiesa ortodossa è di Putin sappiatelo. Anche se molto più forte che nel passato, non è così forte da essere totalmente indipendente e super partes. La continuità tra fede ortodossa e potere politico è uno dei pilastri sui quali si regge l’attuale società russa. Putin iniziò a costruire la sua immagine di devoto nel gennaio del 2012, assistendo alla messa di Natale in una piccola chiesa di San Pietroburgo. Fu lui stesso a rivelare poi che in quel luogo era stato segretamente battezzato da bambino, in era sovietica. Sua madre e un vicino lo portarono all’altare senza dirlo al padre, funzionario del Partito comunista e ateo militante. 

C’è un passato forte e Francesco I il grande lo sa

Kirill ha stretto da tempo una alleanza inscalfibile con il presidente. Nel segno del nazionalismo, ha imposto alla Chiesa ortodossa una sterzata legge e ordine certo non sgradita al leader del Cremlino, che peraltro con Kirill condivide un comune trascorso nei servizi segreti, secondo quanto riferiscono le biografie non autorizzate dell’attuale patriarca. Su temi come omosessualità, droghe, vaccini e adesso anche Ucraina, le due più importanti personalità di Russia hanno sempre parlato con una voce sola.

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