La condizione siriana interessa a pochi: ridotta alla distruzione
La condizione siriana interessa a pochi: ridotta alla distruzione

La condizione siriana interessa a pochi: ridotta alla distruzione

La condizione siriana è ormai passata nel dimenticatoio delle politiche internazionali? Ridotti allo stremo da una guerra infinita, fatta da pezzi dell’occidente e dell’est… soprattutto terreno di sperimentazione terroristica francese.

La condizione siriana a chi interessa?

L’organizzazione umanitaria, Multifaith Alliance for Syrian Refugees ha trovato un modo per soddisfare il fabbisogno idrico del popolo siriano. Sta utilizzando la tecnologia Watergen, l’azienda israeliana che produce acqua potabile pulita e arricchita di minerali e alimentata dall’energia solare. Watergen crea una nuova risorsa idrica dal nulla e adatta a salvare milioni di persone. Quindi si può dire che la situazione in Siria interessa a Israele? Ma non scherziamo al mio popolo interessa solo di sé stesso. Detto questo spieghiamo: “I dispositivi Watergen sono stati acquistati dall’organizzazione dell’alleanza multireligiosa. Saranno installati in scuole, ospedali e strutture mediche. Soprattutto nelle aree della Siria controllate dalle forze democratiche del Paese che hanno buoni rapporti con gli americani“. spiega Shadi Martini, direttore dell’organizzazione internazionale di aiuti umanitarii. “Ero amministratore di un ospedale ad Aleppo, dopo la rivolta ho dovuto lasciare il Paese, ma ho continuato a lavorare con e per i rifugiati e ho aiutato a fornire assistenza umanitaria alla popolazione”.

Una distruzione totale

“Durante il mio lavoro, ho incontrato spesso israeliani e alti rappresentanti, come il defunto presidente Shimon Peres. Ma anche altri presidenti come Reuven Rivlin e Isaac Herzog. Il mio obiettivo era promuovere il lavoro congiunto e le relazioni tra israeliani e siriani”. Lo ha affermato Shadi Martini, puntando il dito verso chi gioca con la vita dei siriani. “Mi fu chiesto di entrare a far parte del team dell’Alleanza Multiconfessionale per i Rifugiati Siriani. Da li è nata la mia idea di incoraggiare Israele ad aprire ulteriormente i suoi confini e fornire assistenza umanitaria. Ciò è accaduto nel 2016 con un progetto congiunto con l’IDF. L’IDF ha fornito aiuti attraverso Israele alla Siria, e ha innescato lo sviluppo di relazioni positive tra i civili su entrambi i lati del confine”. È strano che venga detto ciò dell’IDF che solitamente l’unica cosa che sviluppa è intolleranza e terrorismo verso i palestinesi.

La condizione siriana è devastante

Martini spiega che dopo la fine della guerra in Siria nel 2018, l’organizzazione umanitaria internazionale ha continuato il suo lavoro. Non ha voluto perdere la buona volontà e le relazioni che si erano sviluppate tra le due comunità. “Poiché Israele non ha un confine diretto con le aree più colpite durante la guerra, abbiamo dovuto trovare una soluzione che fosse unica per Israele. Poiché è un paese molto sviluppato tecnologicamente e che deve affrontare le stesse sfide e condizioni climatiche della Siria. Così abbiamo preso in considerazione le tecnologie locali che potrebbero aiutare le persone colpite dalla guerra e dopo averci pensato a lungo abbiamo scelto Watergen”.

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