Il berluscoputinesimo: il cavaliere russo rischia il disfacimento politico?
Il berluscoputinesimo: il cavaliere russo rischia il disfacimento politico?

Il berluscoputinesimo: il cavaliere russo rischia il disfacimento politico?

Il berluscoputinesimo è una strana sindrome che colpisce i cavalieri russi e quelli oscuri. Se mai doveste incontrare un politico italiano che non sa con quale idioma esprimersi evitatelo potrebbe offrirvi un tiro di gas russo.

Il berluscoputinesimo scevro?

Quali conseguenze avrà la posizione filoputiniana di Silvio Berlusconi? Nessuna forza politica, tantomeno Forza Italia, medita di far cadere il governo Draghi e questo è un fatto. Bisogna però riflettere su almeno tre effetti che la scelta del cavaliere russo può determinare: Il primo effetto è lo scontro sui numeri di maggioranza che non sarebbero più sostenibili e sommabili. La posizione di Giuseppe Conte non è esattamente coincidente con quella di Berlusconi. Quindi i voti non sono sommabili, e tuttavia a questi numeri bisognerebbe anche aggiungere quelli dei tanti deputati “sciolti”. Cioè ex grillini e di Sinistra italiana, tutti su posizioni cosiddette “pacifiste”.

Il paradosso

Un secondo effetto della posizione filorussa di Berlusconi riguarda il centrodestra, che ora è in larga maggioranza (Lega-Forza Italia) ostile a Zelensky e, più sullo sfondo, agli Stati Uniti e quindi alla linea atlantista seguita da Mario Draghi ed Enrico Letta. E in questo centrodestra Giorgia Meloni si trova improvvisamente isolata, lei che pure è la più forte nei sondaggi. Un paradosso nel paradosso? Il partito d’opposizione in questo caso è d’accordo con il governo. I due partiti nella maggioranza sono contro il governo di cui fanno parte. È ormai perciò evidente e forse irreversibile la spaccatura. Una mancanza di maggioranza ad incrocio che spesso si affaccia sulle questioni importanti. Tutta la questione ricorda i primi anni Duemila: il forzaleghismo teorizzato da Giulio Tremonti, sostanzialmente ostile al concetto di società aperta, contro la Alleanza nazionale di Gianfranco Fini, progressivamente emancipata dalle tradizionali caratteristiche della destra postfascista.

Il berluscoputinesimo: atto 3

Il terzo effetto riguarda Forza Italia. La teoria di berlusca con ogni probabilità è minoritaria nel suo partito. Lo sa anche lui, tanto è vero che ha dovuto correggerla. A reggere il sospensorio del cavaliere russo sono rimasti solo Mariastella Gelmini e Renato Brunetta. Tutto il resto va alla deriva? I giovani del partito montano un’altra vela e da qui nasce il rischio della grande poppata leghista. Il centrodestra grazie a Berlusconi è in frantumi.

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