L’Italia delle stragi di Stato: il coperchio è stato tolto?
L’Italia delle stragi di Stato: il coperchio è stato tolto?

L’Italia delle stragi di Stato: il coperchio è stato tolto?

Quello che devi aspettarti in questo paese è, che all’indomani di una trasmissione che apre scenari nuovi riguardo l’italia delle stragi di Stato, la DIA fa partire una mega perquisizione che coinvolge il giornalista e conduttore Ranucci.

L’Italia delle stragi di Stato: il coperchio è stato tolto?

Dalla reazione che è ancora in atto da parte della procura di Caltanissetta si direbbe di si. Secondo Ranucci, il conduttore: “Il motivo sarebbe quello di sequestrare atti riguardanti l’inchiesta di ieri sera sulla strage di Capaci, nella quale si evidenziava la presenza di Stefano Delle Chiaie, leader di Avanguardia nazionale, sul luogo dell’attentato di Capaci. Gli investigatori cercano atti e testimonianze su telefonini e Pc“. Quindi il motivo è acquisire la documentazione per condurre una mega indagine? Sentiamo e su chi? Facciamola più semplice, l’Italia è un luogo dove le fogne sono a cielo aperto mentre il luoghi virtuosi sepolti nelle viscere. Ma io non me la prendo con chi commette il fatto, o almeno non solo. Da quando esiste il mondo si è sempre ucciso per una ragion di Stato, che sia per un motivo religioso o politico poco importa: è la radice marcia del potere. In realtà, io me la prendo con chi non addenta al collo questa gente pur sapendo: la magistratura deviata, gli anti complottisti idioti che si bevono qualsiasi cosa, magistratura che sa e tace. Oppure tutta quella immensa merda di classe politica che lambisce il proibito ma non ci finisce mai dentro.

Ma questo che paese è?

È il paese delle stragi di Stato! Stragi politiche che siano rosse o nere non importa neanche questo, visto che a suo tempo lo scudo crociato democristiano era bianco. Allora chi non ha avuto il coraggio di ingabbiare: Andreotti, Sbardella, Berlusconi, D’Alema e tanti tanti altri e cioè l’intera Loggia P2? Nella motivazione che ha spinto il gip del tribunale di Caltanissetta a respingere la richiesta di archiviazione si chiede di accertare, una volta per tutte, se nell’attentato che costò la vita a Paolo Borsellino, e quindi anche in quella di Capaci, ci sia stata la partecipazione di personaggi estranei a Cosa Nostra. Come se scoprirlo o meglio rivelandolo ora facesse qualche differenza. Chi ha dato il via è morto o sta lì lì per esserlo. Quindi la verità accertata, che non porta a una risoluzione punitiva, non è buona neanche per la storia. Sapete perché? Perché continueremo comunque a vedere i martiri delle stragi come i nostri eroi, la differenza è che finalmente molti avranno la consapevolezza di vivere in un luogo orribile.

L’Italia delle stragi di Stato

Vedete, sarà meraviglioso veder confermato dal GIP di Caltanissetta il lavoro giornalistico fatto, ma e lecito porci una domanda: non sarà mica per insabbiare tutto che in un battibaleno si è aperta questa indagine? Gli anti complottisti direbbero: ma ti pare! Io vi dico che possibilità che sia così c’è ne sono. Forse dimentichiamo che i politici che abbiamo ora sono più schifosi di quelli di una volta. Renzi, Berlusconi già dalla vecchia guardia, Salvini, D’Alema, Gasparri, Verdini, Casini, Draghi, Letta… questa è tutta gente che sta conducendo atti ignobili permessi dal popolo. La strage Covid e l’ultima guerra in cui ci siamo andati ad infilare è solo la punta di un Iceberg che si sta sciogliendo? Gli Iceberg si sciolgono per mutare forma e la corruzione, accompagnata dall’infamia di questa classe politica è di gran lunga più ignobile delle precedenti. Quelle di un tempo avevano una forma così precisa e lampante che addirittura diedero forma a lotte politiche o di fazione. Quella di oggi è repressiva, infame e senza onore. Ricordatevi bene che i settantenni che comandano ora, non sono nient’altro che i quarantenni che comandarono al tempo.

Quindi di cosa stiamo parlando?

Si tratta di accertamenti che dovranno approfondire l’interazione tra associazioni mafiose, destra eversiva, servizi segreti e massoneria. Tutto ciò dovrebbe dar sostegno, a ciò che già emerge dagli atti del processo per la strage alla stazione di Bologna (2 agosto 1980). Ma anche di quello alla cosiddetta “‘Ndrangheta stragista”, in corso a Reggio Calabria. Nell’ambito di questo “mutuo soccorso stipulato tra mafia ed eversione di estrema destra” si colloca, anzitutto, l’omicidio del 6 gennaio 1980 a Palermo del presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella. Come ricordiamo, Mattarella aveva assunto un atteggiamento intransigente rispetto al fenomeno delle collusioni tra mafia e imprenditoria in materia di appalti pubblici. Senza dimenticare che correva per la vicepresidenza nazionale del Partito. Della compenetrazione tra pista nera e pista mafiosa aveva parlato già Giovanni Falcone il 3 novembre del 1988 davanti alla Commissione parlamentare Antimafia, audizione desecretata addirittura solo nel 2019.

L’Italia delle stragi di Stato e la sinistra nascosta

Sembrerà un caso, ma ogni volta che ci si avvicina a qualche rivelazione, gli ex democristiani PD scompaiono dal radar. Forse tra i più avvezzi ai contatti con i servizi clandestini hanno le mani in pasta più di Cannavacciulo nella sua cucina. Il problema è che gran parte della magistratura deviata è di sinistra e anche parte di quella non deviata. Sarebbe quindi interessante procedere su più fronti: magari con una magistratura che non abbia ugualmente le mani in pasta. Comunque per il gip Luparello merita, anzitutto, un approfondimento la figura di Paolo Bellini, esponente di Avanguardia Nazionale. Il tipo in questione è indicato quale infiltrato nel biglietto di addio lasciato dal mafioso Antonino Gioè. Ovviamente coinvolto nella strage di Capaci e morto suicida in carcere, con modalità che il gip definisce “strane”. Soprattutto perché avvenuto nei 20 minuti in cui all’agente preposto alla sorveglianza fu ordinato di allontanarsi. Altro aspetto da valorizzare è “l’accertata partecipazione di Pietro Rampulla, appartenente al clan Santapola e neonazista di Ordine Nuovo. Ricordiamo che ON era capeggiato da Pierluigi Concutelli, alla strage di Capaci nella veste di artificiere. Questa è la vostra Italia, quella dell’anti complotto, quella dei bravi politici… quella di un popolo che non chiede la testa di nessuno se non quella dell’arbitro che non ha dato il rigore alla propria squadra.

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