La spallata di Bergoglio alla curia: gli toglie il potere
La spallata di Bergoglio alla curia: gli toglie il potere

La spallata di Bergoglio alla curia: gli toglie il potere

Dopo tanti articoli dove elogio l’operato di un Papa coraggioso è finalmente arrivata la spallata di Bergoglio alla curia: meno potere. Il Papa toglie parte del potere alla curia romana e tutto dipinge panorami diversi dalla recita dall’ortodossia, ovviamente termine ossimoro ossimoroco se si abina alla curia.

La spallata di Bergoglio è rivoluzionaria?

Questa domenica entrerà in vigore la nuova costituzione voluta dal Papa. Il dicastero centrale diventa quello dell’Evangelizzazione: faro sugli abusi. È ora del grande controllo e delle grandi punizioni esemplari. La curia non potrà più mettere lingua, in quelli che una volta erano i suoi territori preferiti: gli insabbiamenti. “l’obiettivo è rmonizzare il servizio della curia col cammino di evangelizzazione che la Chiesa, soprattutto in questa stagione, sta vivendo». È una mossa strategica, soprattutto pensata per accelerare il passaggio della Chiesa alla missionarietà.

La strategia

Il cardinale indiano Oswald Gracias, consigliere di Bergoglio ha spiegato che ora si stratta di un processo di innovazione burocratica. Quanto tale, richiede un “Atteggiamento di servizio da parte di tutti. Sin dall’inizio del pontificato è stato chiaro agli elettori che la riforma della curia non poteva essere un tassello a parte. La riforma avrebbe dovuto riflettere quello che era stato deciso nelle riunioni pre conclave dei cardinali“. Non più, quindi, una realtà che di fatto spesso faceva da filtro tra il Papa e i vescovi del mondo, ma uno strumento aperto alle Chiese locali. La prospettiva di un tempo viene ribaltata. 

La stangata alla curia: le modifiche

I dicasteri a livello apicale dovranno aprirsi maggiormente ai laici e anche alle donne. Viene creato un centro per le risorse umane, un po’ come accade nelle multinazionali. Le risorse economiche saranno solo gestite dall’Economia, vengono razionalizzati e accorpati i ministeri: ce ne saranno 16. Le parole d’ordine sono sinergia, decentramento, servizio ai poveri e ascolto. Nasce poi un super dicastero per la Carità.

La grande novità: la spallata di Bergoglio diviene totale

La novità più importante è rappresentata dal declassamento del ministero: Congregazione della Dottrina della Fede. Per secoli il numero uno dei ministeri ha: vigilato, insabbiato, inquisito, accusato, punito e corrotto. Tale ministero scende di un gradino nella scala del potere, cioè per far salire la Congregazione della Evangelizzazione dei Popoli, che poi è il vero compito della chiesa di Cristo. Le redini di questa struttura saranno nelle mani del Papa e non dei due pro-prefetti: la pacchia è finita! Ora che farà monsignor Fisichella? Come insabbierà le malefatte?

La spallata di Bergoglio: le altre modifiche

La Segreteria di Stato viene spogliata di diversi incarichi. Eccellente novità è il turn over dei preti che lavorano nelle amministrazioni. Il loro mandato sarà quinquennale, poi dovranno tornare in diocesi. Questo terrà sotto controllo i traffici illegali. Sul tema degli abusi sessuali, il Papa ha deciso che: la Commissione per la prevenzione degli abusi dovrà lavorare ed essere consultata in pianta stabile dalla Congregazione della Dottrina della Fede. Questo rovesciamento burocratico, porterà gli accusati ad essere inquisiti esternamente, subendo processi penali diretti. Per la fine di agosto Papa Francesco ha convocato a Roma i cardinali per affrontare il passaggio storico della nuova curia.

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