La gioia di Salvini per la nave italiana rubata è la sua fine
La gioia di Salvini per la nave italiana rubata è la sua fine

La gioia di Salvini per la nave italiana rubata è la sua fine

La gioia di Salvini per la nave italiana rubata è la sua fine politica. Dopo il tonfo politico consumato con un altro fallito cioè Letta, Salvini tocca il fondo rallegrandosi dell’atto di pirateria russo. Ormai è un leader finito e a destra devono prendere provvedimenti.

La gioia di Salvini è la sua fine?

Il segretario della Lega è riuscito nell’impresa di essere contemporaneamente il primo leader sovranista che applaude al furto di una nave italiana da parte di militari stranieri e il primo pacifista che definisce “dialogo e diplomazia” un atto di saccheggio e pirateria. Ovviamente i suoi parametri politici, etici e sociali sono completamente saltati. La follia di una Reunion di destra governata da lui è inascoltabile. Il vero leader di questa Desta è Giorgia Meloni. Se la Lega non si sbriga nel cambiare segretario farà la fine di Italia Viva: un partito di dissociati mentali governati da un pagliaccio con appena il 2%. Il commento di Salvini al furto della nave italiana e al suo significato è vergognoso. Un paio di giorni fa Matteo Salvini era ben felice per la notizia della prima nave merci rubata dai russi. In un video diffuso dal ministero della Difesa russo viene mostrato un cargo  “carico di metallo”, scortato dalla flotta del Mar Nero. Salvini sostiene il vergognoso: “Bene, le armi più potenti sono dialogo e diplomazia, l’impegno per la Pace vale più di qualsiasi critica”. I russi non stanno facendo ripartire i commerci bensì stavano saccheggiando gli impianti siderurgici della città, mandando la refurtiva in Russia. Questo dà la misura di un leader politico che vuole fare il mediatore di pace senza comprende nulla del contesto in cui opera, che non sa distinguere tra propaganda russa e realtà.

Ma la verità è brutale

La nave trafugata è italiana, di proprietà dei Fratelli Cosulich, storici armatori triestini. La nave si chiama Tzarevna, era rimasta bloccata nel porto di Mariupol con un carico di 15 mila tonnellate di acciaio destinate alla Tecnosider e non a Rostov nella Russia di Putin. È un atto di pirateria. I militari russi si sono impossessati della nave che vale 9 milioni di dollari, del suo carico che vale 12 milioni di dollari e anche dell’equipaggio, composto da 5 marinai bulgari di fatto rapiti. Salvini è così riuscito nell’impresa di essere contemporaneamente il primo leader sovranista che applaude al furto di una nave italiana da parte di militari stranieri. Il primo pacifista che definisce “dialogo e diplomazia” un atto di saccheggio e pirateria. Due miserie in un politico solo, degno amico di Renzi. Probabilmente la vicinanza con l’altro buffone ha completamente fortuito la me te del povero Salvini ad un ribasso di consensi: era il primo partito ora è al 15%.

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