Fojetta, quartino e storia: un po’ di romanità nel bicchiere
Fojetta, quartino e storia: un po’ di romanità nel bicchiere

Fojetta, quartino e storia: un po’ di romanità nel bicchiere

È una storia che viene da lontano, coinvolge Papi e l’aristocrazia romana, che in certe tavolate ‘na fojetta la dividevano volentieri anche con il popolino. Quale romano non conosce “’na fojetta”? Come dicevo, molti non sanno che vino e osterie hanno una storia legata ai pontefici e ai loro interessi. Molte entrate a quel tempo erano procurate dalle tasse sul vino.

Fojetta, racconti e… ?

In origine, le brocche usate per servire il vino erano fatte di argilla cotta, cocciocotto o metallo. Con questo sistema però il cliente poteva essere tranquillamente imbrogliato dall’oste, ovviamente, non riempiendo a dovere il recipiente. Nel 1588 Papa Sisto V, al fine di evitare frodi (la cosiddetta sfogliettatura), fece fabbricare brocche in vetro per controllare l’esatta quantità del vino. Successivamente pubblicò un bando che obbligava gli osti, ad utilizzare le nuove misure in vetro! Nascono proprio così le tipiche misure che ancora oggi troviamo sui tavoli delle osterie e trattorie romane.

Quindi come si chiamano queste misure?

  • 2 Litri = Cardinale o Barzilai: il primo nome è dovuto all’importanza della figura del Cardinale, quindi viene dato il nome di un’importante misura di vino. Il secondo nome, più recente, deriva invece da Salvatore Barzilai, uomo politico del Partito Repubblicano Italiano attivo tra la fine del XIX Secolo e l’inizio del XX che era solito offrire vino in gran quantità durante i suoi eventi elettorali.
  • 1 Litro = tubbo.
  • ½ Litro = fojetta.
  • ¼ di Litro = quartino, o ½ fojetta.
  • 1/5 di Litro = chierichetto.
  • 1/10 di Litro = sospiro o sottovoce (così chiamato perché detto a bassa voce, perché piccolo… e quindi ci si vergognava di non aver abbastanza denaro per bere di più!)
  • Solo a fine ‘500 fu aggiunta la mezza foglietta da Gregorio XIII, (nella speranza che i romani bevessero de meno!)

Una tradizione aggregate?

Alla fine dell‘800, le osterie a Roma erano quasi 600 e concentrate soprattutto Trastevere. Per i Romani erano i bar di oggi. Lì si parlava, si discuteva, si giocava e si corteggiavano le donne. Ci si raccontava le disgrazie, la fatica, le delusioni d’amore. Ma molto spesso nascevano risse e combattimenti di coltello e come si racconta in un maestoso film: Il marchese del Grillo... vedete il video sotto e capirete meglio.

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