Afghanistan in fiamme: CIA e Talebani uniti dalla droga?
Afghanistan in fiamme: CIA e Talebani uniti dalla droga?

Afghanistan in fiamme: CIA e Talebani uniti dalla droga?

Quello che leggerete nei primi due paragrafi è una scusa: Afghanistan in fiamme. La questione è che gli USA hanno il controllo, produzione e lo spaccio della droga. Quindi, per accontentare gli spioni del web, possiamo iniziare così. Una bomba in una moschea nel nord dell’Afghanistan ha ucciso e ferito. Oggi Venerdì 17 a mezzogiorno, la polizia ha confermato l’esplosione che si è verificata nella provincia settentrionale di Kunduz. Ma tutto questo non importa, perché tutto sommato i talebani hanno altro a cui pensare, soprattutto in collaborazione con la CIA.

Afghanistan in fiamme: CIA e Talebani uniti dalla droga?

Afghanistan in fiamme?

Non è ancora confermabile il numero delle vittime e dei feriti. Nello stesso quartiere, dozzine di fedeli erano stati uccisi ad aprile in un attacco simile. Il portavoce della polizia provinciale, Qari Obaidullah Abedi ha detto che si deve ancora verificare il numero dei morti e feriti nell’esplosione. Probabilmente è il frutto della nuova situazione in Afghanistan dopo l’abbandono americano per situazioni economicamente più vantaggiose. Abbiamo visto come la nuova guerra, non solo aumenta l’industria bellica, ma anche quella energetica. La Mafia NATO-USA ha trovato il sistema per giustificare la guerra in rapporto di una transazione economica tutta occidentale.

Ma a quale costo?

Dopo lo stupro, l’Afghanistan è stato completamente abbandonata nelle mani dei talebani, ora liberi di commerciare oppio in terra statunitense. È un accordo interpolitico che porta vantaggio ai canali degli spioni? Come fu con Air America durante il Vietnam… la CIA si riaggiusta l’economia con l’oppio talebano? Niente di nuovo! Ma in tutto questo è il popolo a rimetterci.

Afghanistan in fiamme? Facciamo un tutto nel passato? Mettetevi comodi, L’impero della droga in mano della CIA?

La storia di come gli Stati Uniti siano rimasti coinvolti nel traffico di narcotici risale a più di 150 anni. Prominenti famigliedalla grande ricchezza – spesso membri di società segrete come quella esclusiva di Yale, l’Ordine del Teschio e delle Ossa – si buttarono sul commercio dell’oppio per produrre benessere e influenza. Una delle famiglie che fondarono Teschio e Ossa fu quella dei Russell. Sino ad oggi, il Trust dei Russell è l’entità legale dell’Order of the Skull and Bones. Nel 1823, Samuel Russell fondò la Russell and Company. Acquisì le sue forniture d’oppio in Turchia e le contrabbandò in Cina a bordo di veloci velieri. Nel 1830, Russell rilevò il cartello dell’oppio di Perkins a Boston e fondò la più grande impresa per il contrabbando d’oppio del Connecticut.

L’uomo a Canton

Il suo uomo a Canton era Warren Delano, Jr – nonno di Franklin Roosevelt che fu Presidente degli USA negli anni prima e durante la Seconda Guerra Mondiale. Gli altri partner di Russell comprendevano le famiglie dei Coolidge, dei Perkins, degli Sturgi, dei Forbes e dei Low. Nel 1832 il cugino di Samuel Russell, William Huntington, formò il primo circolo statunitense dell’Ordine del Teschio e delle Ossa. Vi fece affluire membri dalle più potenti ed influenti famiglie d’America. La lista di appartenenza è quella di chi conta negli USA Lord, Whitney, Taft, Jay, Bundy, Harriman, Weyerhauser, Pinchot, Rockefeller, Goodyear, Sloane, Simpson, Phelps, Pillsbury, Perkins, Kellogg, Vanderbilt, Bush e Lovett, per citare alcuni dei più importanti. É significativo come gli uomini del Skull and Bones abbiano sempre avuto un legame molto stretto e duraturo con la comunità dell’intelligence statunitense.

Usa sinonimo di Afghanistan in fiamme

L’ex Presidente degli USA e membro dell’ordine George Bush fu direttore della CIA nel 1975-76. Non sorprende che il collegamento con l’intelligence risalga al College di Yale, dove quattro diplomati formarono parte del “Culper Ring”, una delle prime operazioni dell’intelligence statunitense, organizzata in gran segreto da George Washington onde raccogliere informazioni vitali sui britannici durante la Guerra d’Indipendenza. Nel 1903, la Divinity School di Yale aveva allestito in tutta la Cina diverse scuole ed ospedali. Mao Tze Tung era un membro dello staff. Negli anni ’30, l’influenza del collegamento cinese con Yale era tale che i servizi segreti statunitensi si appellarono alla “Yale in Cina” per ottenerne l’aiuto in operazioni di intelligence.

Il sottoprodotto dell’oppio

É interessante come il sottoprodotto dell’oppio, l’eroina, fosse un nome commerciale della compagnia Bayer. Nel 1898 lanciò il suo prodotto, che da’ forte dipendenza, ed è ancora leader mondiale dell’industria delle droghe. Eroina e cocaina erano legalmente disponibili per l’acquisto sino a che vennero messe fuori legge dalle Nazioni Unite – e dagli USA negli anni ’20. In seguito al proibizionismo, il consumo di queste droghe cominciò ad aumentare vertiginosamente. Anche così, il periodo di guerra 1939-46 vide l’assuefazione virtualmente sradicata in Europa e in America del Nord. Un felice stato di cose che non sarebbe durato a lungo.

La guerra del Vietnam e il suo carico di droga

L’Indocina, gran parte della quale era sotto controllo o influenza francese dalla metà del diciannovesimo secolo, venne catturata dai giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale. Alla fine delle ostilità, la Francia riguadagnò autorità su Vietnam, Cambogia, Laos e Tailandia. Ma i movimenti di indipendenza avevano iniziato a combattere per sfrattarla. Alla fine questo sfociò, nel 1954, nella battaglia di Dien Bien Phu, orchestrata dai Viet Minh, che risultò in una sconfitta della Francia. Nel frattempo, la Francia aveva sviluppato nella regione un apparato di intelligence ad ampio raggio, finanziato dall’oppio. Maurice Belleux, ex capo del SDECE, l’equivalente francese della CIA, ne confermò l’esistenza durante un’intervista notevolmente schietta con il professor Alfred McCoy, storico.

Afghanistan in fiamme come il Vietnam

Belleux raccontò a McCoy che “l’intelligence militare francese finanziava tutte le sue operazioni clandestine grazie al controllo del commercio di droga in Indocina”. Quest’ultimo servì a sostenere la Guerra Coloniale francese dal 1946 sino al 1954. Belleux rivelò come funzionava. Paracadutisti francesi che combattevano con le tribù sparse nella regione raccoglievano l’oppio grezzo e lo trasportavano, a bordo di aerei militari francesi, a Saigon, dove passava alla mafia sino-vietnamita per la distribuzione. Pesantemente coinvolte nel traffico d’oppio erano anche le organizzazioni criminali corse, che lo spedivano a Marsiglia, in Francia, per raffinarlo in eroina. Da lì veniva distribuita in Europa e USA. Tale rete iniziò ad essere conosciuta come “the French Connection”. Si trattava della malavita che lavorava culo e camicia col governo francese, con entrambi a beneficiare finanziariamente dall’accordo.

Droga e banche

I profitti ricavati venivano incanalati in conti della banca centrale, sotto il controllo dei servizi segreti militari francesi. La grande spia del SDECE chiuse la sua intervista affermando di ritenere che la CIA “aveva rilevato tutte le attività francesi e stava perseguendo qualcosa della stessa politica”. Il termine “Guerra del Vietnam” è un termine improprio. Più esattamente, il coinvolgimento statunitense nell’intera regione andrebbe chiamato la “Guerra del Sud-est asiatico”. Mentre i combattimenti in Vietnam raggiungevano i media giornalmente, la guerra segreta in Cambogia, Laos e Tailandia rimase tale e continuò sino agli anni ’80. Questa era la piccola guerra privata della CIA. Una guerra combattuta con l’assistenza di tribù locali, soldati e aviatori americani ‘fuori dai libri paga’. Se catturati, venivano abbandonati da un agghiacciante governo segreto, cinico e ingrato.

Gli USA mettono l’Afghanistan in fiamme come il sud est asiatico.

La strategia militare statunitense in Vietnam era singolare. Avrebbero potuto vincere la guerra approssimativamente in un anno, ma gli venne espressamente proibito dagli artefici della politica estera statunitense. Questa dottrina venne espressa nel National Security Council Memorandum 68, che era l’architrave per la Guerra Fredda. Era la stessa politica che proibì la vittoria alleata in Corea. Lo dichiarò il colonnello Philip Corso, ex Capo Settore Progetti Speciali, Divisione Intelligence, Comando dell’Estremo Oriente, in una testimonianza al Congresso nel 1996. Di ritorno dalla Corea, Corso fu assegnato al Comitato Coordinamento Operazioni del Consiglio di Sicurezza Nazionale della Casa Bianca. In quel caso scoprì la politica del “non vincere”. Ne rimase sgomento.

Nulla più importante della droga

Ma se la vittoria militare non era un obiettivo statunitense, assicurarsi il controllo della produzione di oppio della regione sicuramente lo era. Passò poco tempo prima che la CIA avesse un controllo totale sul commercio di oppio. Ne risultò un massiccio incremento della produzione seguito da un’ondata di assuefazioni da eroina in Nord America ed Europa occidentale. Parallelamente a questo ci fu un enorme aumento di tossicodipendenti fra le truppe statunitensi che combattevano in Vietnam. Non meno di un terzo di tutte le forze combattenti vennero assuefatte alla “China white”. Per cortese concessione degli uomini di Spionville, Virginia.

Vietnam e Afghanistan in fiamme la giustificazione più azzeccata

Il traffico di droga dilagava presso i comandanti militari sudvietnamiti. Uno dei personaggi principali era il generale Dang Van Quang, assistente militare e alla sicurezza del Presidente Nguyen Van Thieu. Quang allestì una rete di traffici di stupefacenti tramite Forze Speciali vietnamite operanti in Laos. Il Laos, un feudo della CIA, era uno dei principali produttori di oppio sotto il controllo nominale del generale Vang Pao, capo tribù dei Meo che combattevano la guerra segreta della CIA. Vang Pao raccoglieva l’oppio grezzo coltivato in tutto il Laos settentrionale e lo trasportava a Long Thien a bordo di elicotteri della compagnia della CIA, la “Air America”. Un enorme complesso costruito disordinatamente dagli USA, Long Thien da alcuni era conosciuto come il “Paradiso della Spia” e da altri come “Alternato 20”. Era qui che l’oppio grezzo del generale Pao veniva raffinato in eroina bianca di tipo China No.

Purissima

A questo punto, il coinvolgimento diretto della CIA nel ‘prodotto’ terminava. Nel frattempo, la CIA fornì a Vang Pao una propria linea aerea, conosciuta da quelli addentro alla questione come “Air Opium”. Trasportava la droga a Saigon, atterrando presso la gigantesca base aerea statunitense di Ton Sohn Nut. In seguito, parte del carico veniva suddiviso tra l’organizzazione di Quang per lo spaccio ai militari statunitensi tossicodipendenti, il resto veniva spedito alla malavita corsa di Marsiglia. Successivamente veniva spedita a Cuba. Un punto di passaggio controllato da Santos Trafficante, boss della mafia in Florida e da lì agli USA. Una normale variazione del percorso di consegna avvenne quando sacchetti sigillati di eroina vennero cuciti all’interno dei cadaveri di militari statunitensi che tornavano a casa per la sepoltura.

Afghanistan in fiamme, Vietnam in fiamme e cadaveri imbottiti di droga

Tornati a casa, ai politici statunitensi non importava un fico secco del problema della droga in aumento tra i militari di truppa. Questo disprezzo fu espresso al meglio dal Segretario di Stato Henry Kissinger che disse ai giornalisti Woodward e Bernstein del Washington Post che “i militari sono stupidi ed ottusi animali da usarsi come pedine per la politica estera”. A questo riguardo potremmo anche seguire un ragionamento collegato. Se i militari sono “stupidi ed ottusi animali” da usare e di cui abusare come “pedine per la politica estera”, i normali cittadini contribuenti sono forse visti in maniera diversa quando si arriva alla fornitura di eroina in gran quantità alle città americane?

Una popolazione manipolata e tossicodipendente?

Senz’altro una popolazione tossicodipendente provvede più che adeguatamente ad uno dei requisiti del NSC 68: stabilire la “tranquillità nazionale”. In ogni caso, i proventi dalle vendite di stupefacenti venivano riciclati tramite la Nugan Hand Bank in Australia. Successivamente utilizzati per finanziare la guerra segreta della CIA in tutta la regione. In seguito all’invasione della Cambogia, appoggiata dagli USA nel maggio 1970, fu allestito un altro canale per il traffico di eroina.

Dalla Cambogia con furore

Regioni della Cambogia, ideali per la coltivazione dell’oppio e in precedenza inaccessibili, vennero immediatamente messe in produzione. La rete di contrabbando era gestita dalla marina vietnamita che disponeva di basi a Phnom Penh e lungo tutto il fiume Mekong. Entro una settimana dall’incursione cambogiana una flotta di 140 navi da guerra della marina vietnamita e di quella statunitense, penetrò in Cambogia. Questa mossa tattica fu venduta come ‘flotta militare umanitaria’”. La flotta si mise immediatamente al lavoro contrabbandando “grandi quantità di oppio ed eroina nel Vietnam del sud”.

Gli USA hanno distrutto la dignità del sud est asiatico e del Medio Oriente – mettendo Vietnam e Afghanistan in fiamme

Dopo il ritiro statunitense dal Vietnam del sud, il generale Quang, del quale si dice fosse il più grande spacciatore nel paese, si trasferì tranquillamente a Montreal, in Canada. Passò indisturbato per la base dell’esercito di Fort Chaffee, in Arkansas. Si dice che l’entrata in Canada di Quang fosse dovuta a gentili ma intense pressioni dal governo USA.

Costruire mercati e sradicare la concorrenza

L’apparente dicotomia di facciata tra il commercio di stupefacenti pluridecennale della CIA e la “Guerra alla Droga” da parte della Drug Enforcement Administration (DEA) è illusoria. Durante un’intervista alla radio nel 1991, il prof. Alfred McCoy spiegò quello che lui definiva “il rapporto istituzionale tra la DEA e la CIA”. Negli anni ’30 nacque il Federal Bureau of Narcotics (FBN), precursore della DEA, per ridurre l’uso e la vendita di narcotici. L’FBN era la sola agenzia statunitense ad avere agenti operanti in clandestinità prima della Seconda Guerra Mondiale. Con l’arrivo di quest’ultima, agenti chiave dell’FBN furono trasferiti all’appena istituito Office of Strategic Services (OSS), precursore della CIA.

La scuola americana

Li per insegnarne al personale le “arti clandestine”. McCoy dichiara che questa relazione continua a tutt’oggi. Il risultato è che in quelle parti del mondo dove la CIA sta conducendo traffici di droga, ufficialmente la DEA va a dormire. Questo ha portato a comprendere che il principale incarico della DEA è quello di impedire l’afflusso di droghe da fonti diverse da quelle “approvate dalla CIA”.

I programmi statunitensi… altro che Afghanista in fiamme

I successivi programmi statunitensi di “Guerra alla Droga” sono, di fatto, intrapresi per distruggere la concorrenza. Che questa sia una politica finalizzata o meno, il risultato è chiaramente lo stesso. Portato alla sua logica conclusione è che i trafficanti approvati e protetti dalla CIA continueranno incessantemente a guadagnare un controllo sempre maggiore sul commercio globale di stupefacenti. Il governo statunitense è il più grande spacciatore di droga al mondo!

La finta azione contro i Narcos centro americani

Nel frattempo, qualcuno ritiene che questo sia già accaduto e fosse da sempre parte dei piani a lungo termine concertati da oscuri politicanti. Questo da quando gettarono il loro avido sguardo verso le materie prime del pianeta, essendo i narcotici una delle più remunerative. L’eroina in entrata negli USA veniva prodotta da due principali monopoli dell’oppio. Il primo controllato dalla CIA nel sud- est asiatico. Il secondo e quello dalla Turchia, uno stretto alleato degli USA. Quando il Presidente Richard Nixon dichiarò la sua “Guerra alla Droga” nel 1973, questo chiuse la connessione turca che fluiva attraverso Marsiglia sotto il controllo del crimine organizzato corso. Ciò creò una sempre maggiore domanda di eroina prodotta nel Triangolo D’oro del sud-est asiatico.

Dalla Birmania…

Stupidamente spesso mi sono incaponito a scrivere articoli contro il mondo, per il non intervente nella crisi politica e umanitria in Birmania. Ma soprattutto perchè la violenza arrivava dai militari. Ma non avevo tenuto in considerazione il triangolo con la CIA per la produzione e spaccio di droga, questo specialmente specialmente in Birmania. Oggi, i “campi coltivati” birmani rimangono sotto l’attento controllo di Khun Sa, il signorotto locale appoggiato dalla CIA.

L’Afghanistan in fiamme solo per effetto della CIA?

É qui che si chiude il cerchio della nostra storia. La droga, un prodotto straordinariamente remunerativo, ha finanziato molte delle attività clandestine di tale governo segreto. Anche le armi sono un altro strumento utile e molto remunerativo, finanziato col denaro pubblico. Apparentemente, la opprimente ma clandestina politica è quella di continuare a creare sporche guerre oltremare e allo stesso tempo tenere drogata fino agli occhi la gente a casa, o meglio, quelle sezioni della società viste come seccanti subordinati dell’elite dei padroni autoproclamati che governano dall’ombra. Lo svantaggio nascosto nell’intera faccenda non è semplicemente che viene fatto in vostro nome e nel nome della libertà e della democrazia, con slogan accattivanti che significano meno di niente per coloro che li proferiscono, ma è il vostro denaro, i vostri dollari di tasse che continuano a finanziare l’intero complotto. Forse questo è un motivo per cui il termine popolare di “droga” è “dope” (che significa anche vernice per ritocchi, ndt). &Mac176.

Droga e media: segreti indicibili

Quando Gary Webb, un intraprendente e coraggioso giornalista investigativo del Mercury News di San Jose, pubblicò la sua storia nell’agosto del 1996, venne linciato. Webb aveva speso un anno a scoprire lo sporco segreto del crack di cocaina e di come si fosse diffuso a Los Angeles. L’articolo in tre parti era intitolato “L’Oscura Alleanza” e faceva nomi – specialmente di ex personaggi di rilievo del movimento Contra appoggiato dalla CIA. Webb si aspettava e ricevette il sentito appoggio del suo direttore e dei compagni giornalisti del Mercury News. Il giornale dedicò anche un sito web alla serie di articoli e pubblicò copie elettroniche di importanti documenti di conferma.

Il governo degli USA e il suo spionaggio è a capo della produzione e spaccio internazionale di doghe… altro che Afghanistan in fiamme

Nel frattempo, le onde d’urto raggiunsero Washington, DC. Inarrestabili, fluirono oltre in direzione di Langley, Virginia, sede della Central Intelligence Agency. Col tempo, una contro-onda d’urto ancora più forte da Washington, DC, rotolò indietro in direzione ovest raccogliendo impulso da Langley. Gary Webb aveva divulgato l’indivulgabile. Aveva espresso una semplice verità. Una verità, per di più, già ben risaputa da molti giornalisti, politici, accademici, ufficiali militari, personale dell’intelligence ed altre persone addentro da decenni. La verità espressa era che la CIA era impegnata nella distribuzione di enormi quantità di droghe illegali. Entro un anno, i colleghi di Webb al Mercury News capovolsero il loro iniziale appoggio ed iniziarono a denunciarlo. Il governo degli USA e il suo spionaggio è a capo della produzione e spaccio internazionale di doghe.

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