M5S e Grillo: la regola dei due mandati è fondamentale
M5S e Grillo: la regola dei due mandati è fondamentale

M5S e Grillo: la regola dei due mandati è fondamentale

Il M5S pensato da Grillo fin dalle sue origini, crede in regole fondamentali. La regola dei due mandati deve essere il fondamento per non personalizzare il potere all’interno, non solo del movimento, bensì nella politica in generale.

M5S e Grillo: riparte la lezione di morale?

La regola dei due mandati pensata da Beppe Grillo, deve essere concepita come regola fondamentale per chi si candida nel M5s. Come abbiamo visto nelle elezioni amministrative, il Movimento ha avuto un crollo totale, o quasi. Forse è da attribuirsi a quella istituzionalizzazione che ha caratterizzato il movimento negli ultimi governi. All’inizio del governo Draghi, in molti avevamo pensato che questa istituzionalizzazione politica avrebbe portato con se una nuova radicalizzazione… una sorta di Movimento 3.0 con compiti istituzionali. E’ vero possiamo dire con certezza che Di maio è diventato un vero politico, ma proprio per questo, non radicalizzabile all’interno della teologia M5S.

A muso duro

Tra Giuseppe Conte e Luigi Di Maio, lo scontro ormai è divenuto totale. L’intesa che portò i due a guidare il governo giallo verde e poi il successivo, si è sciolta totalmente al caldo stagionale. Proprio per questo il garante e fondatore del Movimento torna a farsi sentire su uno dei temi più delicati in assoluto per i 5 stelle. Entro fine giugno infatti, gli iscritti saranno chiamati a esprimersi sulla necessità o meno di rivedere la norma interna. All’interno del movimento è già scattato il panico oltre che lo scontro tra i due leader. Ufficialmente nessuno ha ancora preso posizione per la deroga almeno non in maniera netta. La maggioranza difende “i principi originari”, ma tutti sperano che all’ultimo si trovi un escamotage per ripescare “i migliori”. 

M5S e Grillo: ci vuole polso per guidare

Purtroppo Luigi Di Maio è si divenuto un vero politico, ma di quelli che in teoria il movimento dovrebbe cambattere per principio. Infatti il ministro ha accusato il Movimento di “radicalizzarsi all’indietro”. Questa dichiarazione di Di Maio è purtroppo fuori dall’ortodossia del movimento, in quanto, rinnega di fatto, gli elementi originali dei penta stellati. Ecco che allora, in questo clima di tutti contro tutti, il post sul Blog di Beppe Grillo arriva come un macigno.

Le regole di Beppe

Grillo sembra riferirsi proprio a Di Maio. Ragionando sulla casualità dell’evoluzione, per sostenere che: “Sono più importanti le regole che favoriscono i cambiamenti di quelle che favoriscono le vere o presunte Grandi Visioni di veri o sedicenti Grandi Uomini. Fra queste regole ci sono quelle che favoriscono il ricambio dei gestori prima che le imprese collassino. Alcuni obiettano, soprattutto fra i gestori che si arroccano nel potere, che un limite alla durata dei mandati non costituisca sempre l’opzione migliore. Qusto in quanto imporrebbe di cambiare i gestori anche quando sono in gamba. Cavallo che vince non si cambia, sembrano invocare ebbri di retorica da ottimati. Ciò è ovviamente possibile, ma il dilemma può essere superato in altri modi. Senza per questo privarsi di una regola la cui funzione è di prevenire il rischio di sclerosi del sistema di potere, se non di una sua deriva autoritaria, che è ben maggiore del sacrificio di qualche vero o sedicente Grande Uomo”.

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