Il grido all’unisono degli imprenditori: ma a quali condizioni?
Il grido all’unisono degli imprenditori: ma a quali condizioni?

Il grido all’unisono degli imprenditori: ma a quali condizioni?

Si alza dalla curva nord dei troni imponenti il grido all’unisono: gli imprenditori, soprattutto quelli nell’ambito stagionale, si lamentano della mancanza di personale. Inneggiano contro il RDC e si indignano di tutti i giovani “screanzati” che non presentano domande e, quindi, non vogliono lavorare. Ma è davvero questa la realtà delle cose?

Il grido all’unisono imprenditoriale ha fondamenta corrette?

Partiamo dal presupposto che in prima persona ho testato e scelto una condizione a mio vantaggio già quando era presente la cassa integrazione Covid: poche giornate di lavoro e un’ammortizzatore sociale ai minimi storici. Quindi la decisione di farsi licenziare e prendere una Naspi che superava di gran lunga stipendio e Cassa Integrazione, era la soluzione migliore per gratificarsi e sopravvivere. Ne deriva che la percentuale di stipendio fosse davvero bassa, al fine di accettare una situazione similare. La cito poiché l’argomento che tratterò è sostanzialmente legato a tutti coloro che, con giusta cognizione e causa, si fanno i conti in tasca. E voglio dire, chi non se li fa, quando la scelta è avere un reddito passivo che supera le prospettive di uno attivo a ore e condizioni assurde?

Cari imprenditori… la storia non è quella che scrivete voi

Sebbene dall’alto del suo trono, l’imprenditore di turno, abbia la reticenza ai giovani che “non vogliono lavorare” scrivendo la propria pagina di storia, la situazione è davvero ben differente. Le pagine di storia che dobbiamo descrivere devono trattare il minimo salariale, le condizioni di lavoro, le chiamate all’ultimo minuto e la presunzione di sfruttamento per far crescere solo il portafogli del capo di turno. Ecco perché i giovani non si intromettono in giochi a carte coperte per scoprirsi da soli quanto poco conveniente sia. Se il reddito di cittadinanza percepito ammonta, per esempio, a 700 euro, e l’imprenditore vi offre a sette ore, non la stessa cifra, ma meno, voi andreste a lavorare? La vostra dignità di lavoratore che dovrebbe rendervi libero, esisterebbe ancora a tal fronte? Io direi di no! Ecco perché tutti i capi d’azienda ecc, vogliono fortemente l’abolizione di tale ammortizzatore sociale. Ma di fatto, lo vogliono per tornare a sfruttare i giovani e pagarli poco. Senza se e senza ma. Ecco la pagina di storia reale e non falsata dai giudizi e pregiudizi di una classe che, ahimè, rimarrà sempre agiata.

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