La ricchezza del nulla: il vuoto da non colmare
La ricchezza del nulla: il vuoto da non colmare

La ricchezza del nulla: il vuoto da non colmare

La ricchezza del nulla è a mio avviso l’apoteosi della congiunzione dello spirito al luogo in cui viviamo. È la peculiarità che ci permette di apprezzare ciò che pretendiamo resto un vuoto da non colmare. Un passaggio vitale di emozioni da non trattenere, ma da assaporare nell’esatto istante in cui abbiamo la capacità di viverle.

Che cos’è la ricchezza del nulla?

Ormai sapete la mia dedizione all’utilizzo della figura retorica dell’ossimoro, che diviene vitale in ogni esperienza del vissuto che ho e che avrò davanti. La ricchezza del nulla appare quindi, una frase provocatoria per coloro che credono che essere ricchi sia una questione di lusso propenso alla materialità della questione. Ma questo tipo di atteggiamento, ci lascia di fatto un vuoto che abbiamo costantemente la pretesa di riempire e colmare con qualche cosa sempre ben maggiore della precedente. Fa fede che in tale situazione, alla fine dei giochi, ci si senta privati di un raggiungimento morale: ovvero i sacrifici e la fatica dediti a quanto vogliamo ottenere. Ciò, che ovviamente si riconduce ad essere il meccanismo primario che muove il motore del mondo, non può mai mancare nella lotta spirituale di non colmare un vuoto che deve essere tale, finalizzato al passaggio, al viaggio e non alla staticità dell’essere.

Abbiamo bisogno di un passaggio per rivendicare noi stessi

Io non sono ciò che indosso, ciò che vesto o quello che gli altri vedono di me. Siamo di fatto ciò che abbiamo costruito con fatica e dedizione nel corso del tempo. Ma tutto questo ha la necessità di nascere da qualcosa di maggiormente intuitivo, primario e necessario: lo spirito dell’essenza e dell’essere. Tale necessita sempre di essere nutrito di esperienze di cui avremo ricordo, ma nessun souvenir da portare materialmente con noi. Ecco perché, il tutto, deve essere un viaggio di passaggio e mai una fermata con sosta. Che non permetterebbe di lasciare andare ciò che abbiamo appreso per alimentarlo al livello successivo di quanto siamo propensi a essere. La ricchezza del nulla è quanto di più prezioso abbiamo a disposizione: un bagaglio immaginario che possa essere disperso nelle memorie dei tempi che furono e che saranno elevati a quelli che verranno. Pronti a lasciare nuovamente il posto a un ulteriore spirito.

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