Il Papa contro le religioni di guerra
Il Papa contro le religioni di guerra

Il Papa contro le religioni di guerra

Il Papa contro le religioni di guerra. Quelle religioni che mettono un dio di fronte alle trincee, come bandiera della loro guerra. C’è del marcio nel business di Dio. L’uomo lo ha sempre usato per i suoi scopi bellici, mentre lui lasciava innocenti nel lago di sangue di stolti.

Il Papa contro cosa?

Questo è sicuramente un ottimo Papa, con quello che dice, di fatto rinnega la storia dei pontefici conquistatori. “Le religioni non sono problemi, ma parte della soluzione per una convivenza più armoniosa”. Così ha detto il Pontefice partecipando al Congresso dei leader delle religioni mondiali e tradizionali in Kazakistan. Forse voleva dire: le religioni non dovrebbero essere problemi? Da sempre l’uomo ha infilato Dio nelle sue guerre, e per uomo intendo tutti gli uomini. “Dio è pace e conduce sempre alla pace, mai alla guerra. Impegniamoci ancora di più a promuovere e rafforzare la necessità che i conflitti si risolvano non con le inconcludenti ragioni della forza, con le armi e le minacce, ma con gli unici mezzi benedetti dal Cielo e degni dell’uomo: l’incontro, il dialogo, le trattative pazienti, che si portano avanti pensando in particolare ai bambini e alle giovani generazioni”. Purtroppo mi permetto di ricordarle Santità, che in nome di Satana non si sono mai combattute guerre, mentre in nome di Dio quasi tutte.

Il Papa cerca di muovere le coscienze

Abbiamo bisogno di religione per rispondere alla sete di pace del mondo e alla sete di infinito che abita il cuore di ogni uomo. La ricerca della trascendenza e il sacro valore della fraternità possono infatti ispirare e illuminare le scelte da prendere. Crisi geopolitiche, sociali, economiche, ecologiche, in questo anche le democrazie, mettendo a repentaglio la sicurezza e la concordia tra i popoli. Non permettiamo che il sacro venga strumentalizzato da ciò che è profano. Il sacro non sia puntello del potere e il potere non si puntelli di sacralità. Fratelli e sorelle, il mondo attende da noi l’esempio di anime deste e di menti limpide, attende religiosità autentica. È venuta l’ora di destarsi da quel fondamentalismo che inquina e corrode ogni credo. L’ora di rendere limpido e compassionevole il cuore. Ma è anche l’ora di lasciare solo ai libri di storia i discorsi che per troppo tempo, qui e altrove, hanno inculcato sospetto e disprezzo nei riguardi della religione, quasi fosse un fattore di destabilizzazione della società moderna”.

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