Il giubileo 2025 e il conseguente messaggio del Papa aprono ad un desiderio immenso di speranza, cioè che le armi tacciano.

Giubileo 2025 segno di speranza?

Speranza per la pace nel mondo, ma anche per l’apertura alla vita, per gli ammalati, migranti, poveri, rifugiati. Speranza da donare condonando i debiti, come si faceva nei giubilei dell’Antico Testamento. Il desiderio è che in questo mondo di ladri, assassini, politici (politici sinonimo dei primi due), guerre infami e miseria, ci sia un segno di vita nuova, quella che normalmente veniva attribuita agli uomini di buona volontà. Ma non ci sono più gli uomini di buona volontà, gli ultimi rimasti giocano a fare i difensori delle cause perse. Ecologisti dell’ultima ora o animalisti con il maialino domestico in casa, dimenticano la miseria delle stragi e della fame che divora questa società. Il mondo è alla deriva e tra: addominali finti, tette o pettorali di plastica e labbra disegnate dal gommista, questo tempo ricerca l’inutilità e non più l’utilità.

Papa Francesco vorrà aprire una Porta Santa in un carcere

Nel giorno di Ascensione, Papa Francesco indice formalmente il Giubileo del 2025, e sarà, nelle sue intenzioni, un Giubileo dedicato alla speranza cristiana. La Porta Santa di San Pietro sarà aperta il 24 dicembre 2024 e chiusa il 6 gennaio 2026, seguita il 29 dicembre dall’apertura della Porta Santa in San Giovanni in Laterano, l’1 gennaio 2025 dall’apertura di quella di Santa Maria Maggiore e il 5 gennaio di quella di San Paolo Fuori Le Mura – queste Porte Sante saranno chiuse il 28 dicembre 2025. La bolla di indizione è consegnata ad alcuni cardinali, arcipreti delle Basiliche Romane, protonotari apostolici all’inizio dei Vespri della Solennità di Ascensione, giorno in cui tradizionalmente le bolle di indizione dei Giubilei vengono letti. Poi il protonotario apostolico, monsignor Leonardo Sapienza, decano dei Protonotari Apostolici (e reggente della Casa Pontificia) legge alcuni brani scelti della bolla.

Giubileo 2025

La bolla di indizione del Giubileo si chiama “Spes non confundit, la speranza non delude“. Papa Francesco, semplicemente spera che “A quanti leggeranno questa lettera la speranza ricolmi il cuore”. È una bolla che contiene anche appelli diplomatici per la pace, politici per contrastare l’inverno demografico e per prendersi cura dei più vulnerabili, oltre che spirituali per coltivare la speranza. Ma nel testo si trova anche l’invito ad una grande celebrazione ecumenica per ricordare i martiri di tutte le confessioni cristiane.

Speranza e pazienza

Il Papa scrive: “Perché è proprio l’amore deve dare fondamento alla speranza. Essa irradiata dallo Spirito Santo come una fiaccola che mai si spegne, per dare sostegno e vigore alla nostra vita. Certi che nessuno potrà mai separarci dall’amore divino. Insieme alla speranza, l’apostolo Paolo scopre che a sorreggere l’evangelizzazione sia la forza che scaturisce dalla croce e dalla risurrezione di Cristo. Questo porta a sviluppare la pazienza, una virtù che oggi è stata messa in fuga dalla fretta, recando un grave danno alle persone. Laddove subentrano insofferenza, nervosismo, violenza gratuita, e invece va riscoperta la pazienza. Perché dall’intreccio tra pazienza e speranza appare chiaro come la vita cristiana sia un cammino, che ha bisogno anche di momenti forti per nutrire e irrobustire la speranza. Essa insostituibile compagna che fa intravedere la meta: l’incontro con il Signore Gesù”.

Giubileo 2025

Papa Francesco sottolinea l’importanza del pellegrinaggio, ricorda: “Il pellegrinaggio favorisce molto la riscoperta del valore del silenzio, della fatica, dell’essenzialità”. il pellegrinaggio è senza dubbio un percorso verso un qualcosa. Una meta da raggiungere attraverso l’introspezione e la speranza di trovare risposte in fondo al percorso.

I segni di speranza

  • Papa Francesco:  “L’esigenza della pace interpella tutti e impone di perseguire progetti concreti. Non venga a mancare l’impegno della diplomazia per costruire con coraggio e creatività spazi di trattativa finalizzati a una pace duratura”.
  • Papa Francesco: “Chiedo oltre all’impegno legislativo degli Stati ci sia anche il sostegno convinto delle comunità di credenti e dell’intera comunità civile in tutte le sue componenti. A partire da un impegno necessario della comunità cristiana che, in questo, non può essere seconda a nessuno”.
  • Papa Francesco: “Segni di speranza per quanti vivono in condizioni di disagio, a partire dai detenuti. In questo senso arriva anche la richiesta ai governi di mettere in atto forme di amnistia o di condono della pena nell’Anno Giubilare e ai credenti, specialmente i Pastori, di farsi interpreti di tali istanze”.
  • Il Papa: “Agli ammalati che si trovano in casa o in ospedale ma anche ai giovani, che sono coloro che rappresentano la speranza ma che allo stesso tempo vedono spesso crollare i loro sogni. Non possiamo deluderli! Sul loro entusiasmo si fonda l’avvenire. Questo Giubileo deve essere nella Chiesa occasione di slancio nei confronti dei giovani”.
  • Papa Francesco: “non possono mancare segni di speranza nei riguardi di migranti. Le loro attese non siano vanificate da pregiudizi o da chiusure”. L’accoglienza vada accompagnata a responsabilità, a nessuno deve essere negato il diritto di costruire un futuro migliore”.
  • Papa Francesco mette la comunità cristiana in prima linea nel “difendere il diritto dei più deboli”. Spalanchi le porte dell’accoglienza! Esuli, profughi e rifugiati obbligati a fuggire dalle “controverse vicende internazionali” devono essere garantiti.

Lacrime Psichedeliche