Due missionari statunitensi uccisi in un attacco armato ad Haiti. Si chiamano Venerdì Natalie e David Lloyd, da due bande criminali a Port-au-Prince, la capitale di Haiti, dove stavano lavorando come volontari.

I due missionari uccusi frutto di una crisi politica degenerata?

Erano entrambi membri dell’associazione umanitaria statunitense Missions in Haiti, che gestisce una scuola, due chiese e un orfanotrofio nel quartiere di Bon Repos, nella periferia nord della città. Nell’attacco è stato ucciso anche Jude Montis, un cittadino haitiano di 45 anni che lavorava per Missions in Haiti. Forse tutto questo è frutto della degenerata crisi politica o di una crisi politica degenerata in qualcos’altro? La situazione è peggiorata a inizio marzo, quando le bande criminali che operano nel paese avevano deciso per la prima volta di coalizzarsi contro il governo, provocando le dimissioni del primo ministro Ariel Henry e portando a uno stato di emergenza senza precedenti in tempi recenti.

Degenerazione…

Haiti sta vivendo un crollo umanitario che si riflette in una crisi socio economica e politica di proporzioni allarmanti. Questo crollo ha raggiunto livelli critici negli ultimi anni, mettendo a dura prova il Paese su molteplici fronti. Circa la metà del Paese si trova ad affrontare livelli acuti di insicurezza alimentare, evidenziando la profonda necessità di assistenza umanitaria per garantire la sopravvivenza di una vasta parte della popolazione. l punto chiave di un’analisi attenta e critica non è il Paese che invia gli aiuti ma il Paese che li riceve. Qui, le dipendenze asimmetriche e il deficit democratico hanno permesso alla criminalità organizzata di intercettare gli aiuti destinati alle classi più basse per rivenderli ai trafficanti.

Due missionari uccisi: solo uno dei tanti atti quotidiani

Circa la metà del bilancio annuale del paese è coperta dagli aiuti esteri. Un esempio di ciò è l’aiuto alimentare inviato ad Haiti dagli Stati Uniti che è stato confiscato e successivamente rivenduto illegalmente sul mercato locale. Ciò non solo ha impedito che gli aiuti arrivassero dove erano più necessari, ma ha anche abbassato i prezzi locali dei prodotti alimentari e disincentivato i contadini locali dal portare i loro raccolti al mercato dove si trovavano in svantaggio competitivo rispetto al grano importato dagli Stati Uniti. Le crisi sono state molte, dall’Uragano del 2012 (201.850 persone colpite) all’Epidemia del 2011 (514.000 persone colpite), dal Terremoto del 2010 (3,7 milioni di persone colpite) alla crisi alimentare del 2008-09 e alla crisi finanziaria internazionale. 

Evoluzione degenerativa

Le variabili di shock possono essere diverse come i termini di scambio, la domanda esterna e in particolare gli investimenti diretti esteri o l’assistenza dell’IDA (International Development Association – The World Bank) come quota del PIL del Paese. I valori sono fissati nel decimo percentile della distribuzione specifica di Haiti negli ultimi dieci anni e sono destinati a stimare la vulnerabilità di Haiti agli eventi di crisi. Guardando i dati V-Dem riguardanti l’Indice delle Violazioni Pandemiche degli Standard Democratici, Haiti presenta punteggi emblematici: PanBack Score di 0,25 e PanDem Score di 0,35 con un PanBack Score Ranking di 17/144 che è salito al 23° su 144 durante il periodo del Covid-19. 

Lacrime Psichedeliche